Domanda: cosa ne pensi del fatto che secondo il Buddha Dio è illusione del nostro ego?

La mia risposta: Ciao, questo insegnamento del Buddha viene spesso frainteso. Gautama ha cercato di liberare la ricerca interiore dai dogmi religiosi della sua epoca, affermando l’inesistenza di un dio determinato. Affermare l’inesistenza di un sé separato, anatta, equivale ad affermare l’esistenza del Niente divino. Buddha insegnava Dio: Niente, Infinito, Amore, Eternità, Bellezza, Perfezione e Beatitudine. Ma molti non lo hanno compreso e continuano a non comprenderlo.


Domanda: Quindi, a volte, può succedere a tutti di sperimentare il presente in maniera inconsapevole, magari mentre sono immerso nella natura e provo un forte senso di pace?

La mia risposta: Ciao, per quanto bello possa essere, il senso di pace che descrivi non è un’esperienza di unione. L’illuminazione spirituale è il riconoscimento dell’irrealtà della separazione. Tu sei la natura e la realtà che ti circonda. Immagina uno stato di consapevolezza in cui una montagna, gli alberi, l’erba, gli uccelli, l’intero paesaggio che osservi, vengono compresi essere il tuo stesso Sé.


Domanda: secondo te, si può avere un’esperienza di illuminazione senza essere consapevole? In passato ho il ricordo di una giornata in cui mi sentivo in sintonia con tutto, senza pensieri che interferivano, però non sono sicuro che sia stata illuminazione.

La mia risposta: Ciao, puoi fare esperienza di uno stato di unione senza sapere cosa stia davvero accadendo, ma presuppongo che chi ne fa esperienza in questo modo è consapevole che stia accadendo qualcosa di “strano”. L’illuminazione non ha a che fare con gli eventi che hai descritto. L’evento principale dell’illuminazione è il passaggio dall’identificazione con il corpo, al riconoscimento di essere Consapevolezza. In questo stato, comprendi che tutto è la tua stessa Mente, il mondo, che credevi essere separato da te, viene rivelato come il tuo Sé.


Domanda: cosa intendi quando dici rendere conscio l’inconscio? Ti riferisci a osservare le paure che senti arrivare?

La mia risposta: lasciare andare le proprio paure è una parte del lavoro spirituale. Ciò a cui mi riferisco va molto più in profondità. Rendere l’inconscio conscio significa diventare consapevole che il tuo Sé è lo stesso Sé di qualunque essere vivente. In senso spirituale, finché non riconoscerai di essere Infinito, avrai un’ombra, qualcuno che non riconosci come il tuo stesso Sé. L’amore è l’esperienza che sorge dal riconoscimento dell’assenza della separazione.


Commento: una persona che subisce violenza fisica o un animale, vuole questa violenza?

La mia risposta: Non ho mai fatto un’affermazione simile. Continui a voler proteggere l’idea dell’esistenza del male, perché ti permette di credere di essere un corpo e ti permette di continuare a credere nell’esistenza dell’altro. A sua volta, la convinzione nell’esistenza dell’altro ti permette di continuare a esistere come un ego. L’ego e l’idea dell’altro sono strettamente collegati. Se non ci fosse nessun altro da giudicare, chi o cosa saresti? La verità che ti ostini a non voler digerire è che non c’è nessun altro, c’è soltanto il Sé. Io Sono Te.


Domanda: cosa ne pensi del karma e delle vite passate?

La mia risposta: Io Sono Te. C’è soltanto una Mente che immagina il sogno della separazione. L’estasi divina è unione totale e sorge proprio dalla comprensione che ci sei soltanto Tu. L’Amore divino è unione perfetta e non ammette l’illusione dell’esistenza dell’altro. Come dice Plotino, la ricerca spirituale è “Un viaggio dal solo verso il Solo.”


Domanda: perché alcuni fanno esperienza di corpi bellissimi ed altri sono meno dotati?

La mia risposta: Ciao, eleva il tuo stato di consapevolezza e vedrai perfezione e bellezza ovunque, anche nei corpi che tu definisci “meno dotati”. Ciò che tu consideri imperfezione è Perfezione. Inoltre, se la realtà è Dio e Dio è infinito, ne consegue che qualunque possibile espressione della vita deve necessariamente esistere.


Domanda: se stiamo vivendo in un sogno/facendo esperienza dell’infinito nel finito, a che pro tutto ciò? Perché Dio ha bisogno di questo stratagemma per farci fare esperienza di questo amore? È una domanda molto banale lo so, è tutto davvero solo per gioco? Per il puro gusto di passare il tempo? Mi rendo conto che forse quando si trattano questi argomenti il perché è una domanda limitata, però non riesco davvero a comprendere i motivi della creazione di questo sogno, o meglio anche se posso comprenderli o immaginarli provo un po’ di delusione forse.. grazie mille ancora per il tuo impegno!

La mia risposta: Ciao Elisa, per poter donare carattere esperienziale all’Amore, è necessario immaginare l’esistenza del suo opposto. Dio è una spirale perfetta di Amore. Tu hai scelto di separarti dall’unione con Dio, in modo tale da fare esperienza dell’estasi che si prova nel riunirsi all’Amore, quando ti risveglierai dal sogno della separazione. La realtà è un gioco che oscilla fra l’unione e la separazione. Come direbbe Plotino, quando sei lassù, vuoi venire qui giù; quando sei qui giù, vuoi andare lassù. L’unione non può fare altro che immaginare il sogno della separazione. Tuttavia, in ultima analisi, la separazione non è mai avvenuta, è soltanto un sogno. La verità è che non ti sei mai mossa da dove sei sempre stata, al centro dell’Infinito. Ti consiglio di rileggere la parabola del figliol prodigo in questa chiave di lettura.


Domanda: cosa pensi della “perfezione della realtà/di Dio ” comparata alla prospettiva gnostica della realtà come prodotto dell’ignoranza demiurgica?

La mia risposta: semplice, si sbagliano e di molto. Dio è Intelletto, Amore, Infinito, Bene e Bellezza. Con un’illuminazione abbastanza profonda, capirai che la realtà è stata progettata da un Intelletto perfetto, incapace di errore. Per poter creare la realtà, Dio ha risposto a tutte le domande esistenziali che tu stesso ti poni. La struttura della realtà non può essere migliorata, perché tutto è già perfetto così com’è. Tale perfezione è così totale che ti distrugge il cuore di gioia.


Domanda: anche io penso che la morte non esiste, solo che, come possiamo esserne sicuri? Non è che ci crediamo perché ci fa sentire bene, non vogliamo morire ed è più confortante credere che non esiste? Cioè, come si può dimostrare questa affermazione?

La mia risposta: Ciao, non c’è bisogno di credere in nulla, anzi bisogna mettere in atto il lavoro opposto. Per comprendere l’inesistenza della morte, è necessario deprogrammare la mente. La morte è una credenza. Tutto ciò di cui tu abbia mai fatto esperienza è vita. Utilizzi l’idea della morte, per poterti identificare con un corpo e continuare a credere che la Consapevolezza abbia una causa. Senza la convinzione di essere un corpo, rischieresti di perdere il senno. Non sapresti più cosa sei. Se vuoi davvero comprendere l’inesistenza della morte, liberati da qualunque credenza o supposizione ti dica che possa esistere altro al di là del momento presente. Tutto ciò che ti dice che tu possa smettere di esistere è soltanto un’idea. Inoltre, ti invito a riflettere sul fatto che nella tua vita hai visto e vedrai soltanto altre persone morire.