Non c’è modo migliore per inaugurare la newsletter “Alla ricerca della saggezza” con la saggezza di Sri Nisargadatta Maharaj, un vero e proprio genio della non-dualità. Ho compilato una raccolta di 10 frasi ricolme di saggezza tratte da “Io sono quello”. L’intero libro è un capolavoro della non-dualità e dello jnana yoga, è entrato di diritto al primo posto nella sezione sull’illuminazione spirituale, nella lista di libri che consiglio di leggere. È l’unico libro che possiedo sia in inglese che in italiano, qualcosa vorrà pur dire.

  1. “Io sono” è il dato di fatto definitivo; “Chi sono io?” è la domanda definitiva a cui tutti devono dare una risposta.
  2. Mantieniti molto tranquillo e osserva ciò che affiora nella mente. Rifiuta il conosciuto, accogli il non-conosciuto e poi rifiuta anche questo. Così arrivi a uno stato in cui non c’è conoscenza ma solo essere, là dove l’essere stesso è conoscenza. Conoscere tramite l’essere è conoscenza diretta, basata sull’identicità di chi vede e dell’oggetto visto.
  3. Puoi chiamare amore il momento in cui non c’è il senso di separazione e distinzione.
  4. Tu prendi le tue immaginazioni per fatti e i miei fatti per immaginazioni. Ma io so per certo che tutto è uno. Le differenze non separano.
  5. Quando dico “io sono”, non intendo un’entità separata il cui nucleo è un corpo, ma la totalità dell’essere, l’oceano della coscienza, l’intero universo dell’essere e della conoscenza. Non ho niente da desiderare, perché sono per sempre completo.
  6. Il fatto che in una città illuminata si fulmini una lampadina, non pregiudica il funzionamento dell’intera rete elettrica. Allo stesso modo, la morte di un corpo non influisce sulla vita nel suo complesso.
  7. Ciò che cerchi ti è così vicino che non c’è spazio per una via.
  8. Per scoprire la verità, non devi rimanere aggrappato alle tue convinzioni. Se sei certo dell’immediato, non raggiungerai mai la verità ultima. L’idea di essere nato e di dover morire è assurda, in contraddizione con la logica e con l’esperienza.
  9. Prima di incontrare il mio guru conoscevo molte cose. Ora non so niente, perché ogni conoscenza appartiene al sogno e non ha valore. Conosco me stesso e in me non trovo vita o morte, ma solo puro essere: non essere questo o quello, ma semplicemente essere.  
  10. Dai per scontate molte cose. Comincia a metterle in questione: le più ovvie sono le più dubbie. Poniti delle domande come: “Sono realmente nato?”, “Sono davvero così e così?”, “Come faccio a sapere che esisto?”, “Chi sono i miei genitori? Loro hanno creato me, o io loro?”, “Devo proprio credere a tutto ciò che dicono di me?”, “Ma, in fondo, chi sono io?”. Hai speso tante energie per creare la tua prigione. Impiegane altrettante per demolirla. La demolizione è facile perché, una volta scoperto, il falso si dissolve.

Buona contemplazione,

Saverio.

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