Tre tipi di motivazione

Esistono tre tipi principali di motivazione, la motivazione negativa, la motivazione positiva e la motivazione, che ho rinominato, non-motivazione, di cui parlerò alla fine del video e che, secondo me, è la migliore motivazione, in assoluto, per fare qualunque cosa.

Nonostante ciò, come vedremo insieme, sia la motivazione negativa che la motivazione positiva hanno il loro posto nel percorso di crescita personale di chiunque.

La motivazione negativa

La motivazione negativa consiste nell’agire per evitare il dolore e la sofferenza. Per esempio, essere motivato ad andare a lavoro, ogni mattina, perché vuoi evitare di rimanere senza soldi. Oppure, essere motivato a dimagrire perché vuoi evitare problemi di salute.

La motivazione positiva

Invece, la motivazione positiva consiste nell’agire per attualizzare la visione di ciò che ti rende genuinamente appagato. Per esempio, essere motivato a diventare un musicista, perché ami esprimere le tue emozioni attraverso la musica. Oppure, essere motivato a studiare, perché ami l’apprendimento.

Quando usare la motivazione negativa?

Attraverso la motivazione negativa le tue azioni scaturiscono per evitare risultati o eventi negativi, mentre, attraverso la motivazione positiva le tue azioni scaturiscono per creare risultati o eventi positivi.

Quando inizi il tuo percorso di crescita personale, la motivazione negativa ti può essere molto utile per spronarti ad agire, ma nel lungo periodo è deleteria.

Per esempio, se ti sei lasciato con la tua ragazza, sono settimane che sei triste, e decidi di uscire di casa e socializzare perché vuoi smettere di sentirti solo, questa motivazione ti può aiutare a superare un momento difficile.

Tuttavia, approcciarsi a una nuova relazione soltanto per evitare la solitudine è una formula sicura per soffrire.

La motivazione e la mappa della coscienza

Infatti, le azioni che scaturiscono dalla motivazione negativa sono basate sulla paura. Come ho spiegato nel video in cui parlo dei 17 livelli di coscienza, ciò che si basa sulla paura è destinato a morire, perché la paura ostacola la vita.

Quando sei in livelli di coscienza come la vergogna, il senso di colpa, l’apatia o l’afflizione non sei nemmeno in grado di concepire una visione positiva di ciò che vuoi creare, perché il mondo che percepisci è pieno di difficoltà e problemi.

In casi del genere, la motivazione negativa è un ottimo stratagemma per cominciare ad agire, ma per fare esperienza di stati di coscienza più elevati come il coraggio, la neutralità, la buona volontà o l’accettazione e per raggiungere il tuo massimo potenziale dovrai lasciare andare la motivazione negativa e adottare la motivazione positiva.

Perché perdi la motivazione

Infatti, attraverso la motivazione negativa dirigi la tua coscienza sui problemi da risolvere, invece attraverso la motivazione positiva dirigi la tua coscienza su ciò che vuoi creare. A prima vista, potrebbe sembrare che questi due approcci creino gli stessi risultati.

In realtà, concentrarsi sui problemi da risolvere, piuttosto che concentrarsi su ciò che vogliamo creare è la causa per cui, spesso, dopo aver ottenuto dei risultati iniziali, grazie alle nostre azioni, ci ritroviamo ad affrontare sempre le stesse difficoltà, come spiega Robert Fritz nel suo libro “The path of least resistance”.

C’è una profonda differenza fra risolvere problemi e creare. Risolvere problemi significa agire per eliminare qualcosa – il problema. Creare significa agire per dare vita a qualcosa – la creazione. Risolvere problemi ti porta da una situazione negativa a una situazione positiva e poi ancora a una situazione negativa. Ciò accade perché le azioni sono generate dal problema. Se l’intensità del problema diminuisce, grazie alle azioni che hai messo in atto, avrai meno motivazione per continuare ad agire. Il processo è questo: il problema ti porta a mettere in atto delle azioni concepite per diminuire il problema stesso. Il problema si riduce e ciò ti porta ad agire di meno. Di conseguenza, il problema ricompare o addirittura si intensifica.”

Robert Fritz

I limiti della motivazione negativa

Quando agisci per risolvere un problema, la tua motivazione nasce dalla differenza che esiste fra la tua situazione presente e la tua ipotetica situazione futura, in cui il problema di cui ti vuoi liberare è assente.

Man mano che agisci, l’intensità del problema diminuisce e di conseguenza diminuisce anche la tua motivazione.

Ciò ti porta a smettere di agire e causa la ricomparsa del problema stesso. Per questa ragione, attraverso la motivazione negativa, non sarai in grado di sfruttare l’effetto compound delle tue azioni.

Per esempio, decidi di iscriverti in palestra perché ti vuoi liberare di alcuni chili di troppo. Segui la dieta e il regime di allenamento per qualche mese, riesci a metterti in forma, ma, gradualmente la tua motivazione inizia a diminuire perché il problema che ti stimolava ad agire si è affievolito. Così ritorni alle tue vecchie abitudini, che erano, in primo luogo, la ragione per cui eri sovrappeso. Credo che ognuno di noi, almeno una volta, abbia fatto esperienza di una situazione simile.

Come non perdere la motivazione

D’altro canto, quando le tue azioni sono basate sulla visione positiva della vita che vuoi creare, man mano che i tuoi obiettivi prendono forma, sei sempre più motivato a continuare ad agire.

In questo modo, ti senti entusiasta e, di conseguenza, la visione di ciò che vuoi creare si espande, si trasforma, e ti rende ancora più motivato a darti da fare.

Perciò, nel breve termine, la motivazione negativa ti può aiutare a uscire da un periodo di stallo, ma non è sostenibile nel lungo periodo. Invece, la motivazione positiva, l’avere una visione ideale della tua vita, è la chiave per raggiungere risultati straordinari.

La motivazione e il corpo di dolore

Il motivo principale per cui adottiamo la motivazione negativa, in alcuni ambiti della nostra vita, è che probabilmente, in passato, abbiamo vissuto degli eventi traumatici, che hanno reso nevrotico il nostro rapporto con quella determinata area della vita.

Quando ero piccolo, la mia famiglia ha avuto problemi economici e ho imparato che l’assenza di soldi causa sofferenza. Così, per gran parte della mia vita, ho cercato di guadagnare soldi per evitare di rivivere le stesse difficoltà che ho vissuto da bambino.

La motivazione negativa nasce dai traumi del passato

Tuttavia, questo trauma ha reso il mio rapporto con il denaro nevrotico: per esempio, non sapevo essere tranquillo, senza avere un determinato numero di soldi in banca, oppure, ogni volta che dovevo affrontare una piccola spesa, entravo nel panico.

In poche parole, le difficoltà economiche che ho vissuto da bambino hanno dato vita a un infinità di comportamenti dannosi nella mia relazione con i soldi.

Infatti, spesso, gli ambiti della vita in cui adottiamo la motivazione negativa sono gli ambiti che scatenano il nostro corpo di dolore. Il corpo di dolore consiste in emozioni negative passate, ancora presenti al nostro interno, che non abbiamo affrontato e lasciato andare completamente.

La motivazione negativa e gli attacchi del corpo di dolore

Quando riviviamo esperienze che ci ricordano, anche lontanamente, i nostri traumi passati, le emozioni negative che non abbiamo processato, riaffiorano tutte insieme e danno vita a un attacco del corpo di dolore. In pratica, un attacco del corpo di dolore è uno di quei momenti in cui perdi del tutto il controllo di te stesso, a causa di un evento esterno, anche insignificante.

Situazioni del genere offrono un’opportunità fantastica per diventare cosciente delle tue credenze negative, che, a loro volta, danno vita alla motivazione negativa che ti porta puntualmente a rivivere gli attacchi del corpo di dolore.

Per esempio, se mandi un messaggio al tuo partner e perdi la testa perché non ti risponde immediatamente, questa tua reazione sproporzionata all’evento che stai vivendo è un chiaro segnale che, in passato, hai fatto esperienza di traumi, nell’ambito dei rapporti interpersonali, che non hai del tutto elaborato.

Gli attacchi del corpo di dolore come un’opportunità di crescita

Rimanendo consapevole durante questo processo, puoi cambiare quei comportamenti automatici che ti portano ad autosabotarti.

Personalmente, sono cresciuto in maniera drastica e ho imparato a conoscere me stesso, proprio nei momenti in cui ho fatto esperienza degli attacchi del corpo di dolore.

Quando comprendi che stai facendo qualcosa per le ragioni sbagliate, è come se si accendesse una lampadina al tuo interno che ti permette di scegliere diversamente in futuro. Infatti, come ho detto in altri video, la consapevolezza da sola è curativa perché rende l’inconscio conscio.

Trasformare la motivazione negativa in motivazione positiva

Perciò, uno dei modi migliori per comprendere le motivazioni negative che ti spingono ad agire, e tramutarle in motivazioni positive, è rimanere consapevole, quando fai esperienza di attacchi del corpo di dolore.

Inoltre, puoi chiederti queste tre domande nei confronti dei vari ambiti della vita che vuoi migliore:

  1. Voglio raggiungere genuinamente questo obiettivo, oppure sto cercando di evitare un qualche tipo di sofferenza?
  2. Quanto voglio raggiungere questo obiettivo perché mi donerà tranquillità e felicità?
  3. Quanto voglio raggiungere questo obiettivo perché, così facendo, eviterò di soffrire?

Conclusioni sulla motivazione negativa e la motivazione positiva

Ovviamente, non applichiamo la motivazione positiva o negativa in maniera binaria, ognuno di noi può avere un miscuglio di entrambe, nei confronti dei vari obiettivi che vogliamo raggiungere.

Tuttavia, come ho spiegato, quando siamo motivati in maggior misura in maniera negativa, vuol dire che probabilmente abbiamo dei traumi passati da risolvere, nell’area della nostra vita su cui stiamo lavorando.

Se ci rifiutiamo di rendere conscio questo processo, cadremo nei soliti comportamenti nevrotici che ci portano all’autosabotaggio e che ci tengono impantanati sempre nelle stesse situazioni.

Nell’ultimo anno mi sono concentrato particolarmente su questo lavoro di introspezione, e ti posso assicurare che diventare cosciente delle ragioni negative per cui fai ciò che fai, fa tutta la differenza del mondo.

Quando ti capita di capire che stai facendo qualcosa per le ragioni sbagliate, piuttosto che abbandonare completamente i tuoi sforzi chiediti: “Esiste una ragione autentica che mi spinga a continuare a fare ciò che faccio?”. In questo modo, sari in grado di trasformare la motivazione negativa in motivazione positiva.

La motivazione migliore per fare qualunque cosa

A questo punto, possiamo parlare della non-motivazione, tuttavia, se questo è uno dei miei primi video che vedi, ti consiglio di guardare anche i video correlati, che puoi trovare nei commenti, altrimenti non ci capiresti molto e penseresti che sono un pazzo scatenato.

Il passaggio dalla motivazione negativa alla motivazione positiva ti aiuterà a fare grandi progressi, ma anche la motivazione positiva ha i suoi limiti. Infatti, attraverso la motivazione positiva, ti concedi di essere felice solo quando percepisci che stai soddisfacendo la tua personale definizione di successo.

Questo tipo di felicità è una felicità condizionale, ci comportiamo come un criceto in una ruota, cerchiamo sempre di raggiungere un ipotetico futuro.

Ma anche dopo che la visione futura è diventata la realtà del presente, siamo soddisfatti per un breve periodo di tempo, prima di creare una nuova visione futura che ci spingerà a ricominciare la nostra corsa.

“Finché l’ego dirige la vostra vita, avete due maniere di essere infelici. Una è non avere ciò che volete. L’altra è avere ciò che volete.”

Eckhart Tolle

La motivazione crea confini e significato

Quando ci approcciamo alla vita come se fosse un viaggio, le nostre azioni nascono dall’ego, siamo motivati ad agire per dimostrare l’esistenza del nostro io concettuale. Così l’ego è sempre in una battaglia costante con l’altro. In poche parole, sia attraverso la motivazione negativa che attraverso la motivazione positiva, anche se in maniera minore, le nostre azioni scaturiscono dalla paura della non-esistenza.

Quando, in alcuni dei mie video, dico che la vita non ha significato ciò che sto anche sottintendendo è che la realtà non ha confini, e se la realtà non ha confini, vuol dire che ciò che tu credi di essere, il tuo ego, che è il confine primario fra l’io e il non-io, in realtà non esiste. Tutto le regole che ci creiamo che dobbiamo soddisfare per sentirci soddisfatti, servono per impedirci di percepire l’assenza di significato della vita, ovvero, l’assenza di un confine fra l’io e il non-io.

Potrebbe essere che immaginiamo dei confini nella realtà e costruiamo dei significati inesistenti perché il momento presente non è altro che il paradiso, l’infinito? E per diventare infinito dobbiamo diventare nessuno e, come è normale che sia, abbiamo una paura maledetta di diventare nessuno.

La motivazione e l’idea di separazione

Se tutto fosse ugualmente importante, se non ci fossero né vincitori o vinti nel gioco della vita, non avremmo più nessuna motivazione egoica per fare qualunque cosa perché dovremmo ammettere che tutto è perfetto così com’è. Infatti, la motivazione consiste proprio nel creare dei confini e nell’attribuire dei significati.

La ragione per cui dico che la migliore motivazione è la non-motivazione è che sia la motivazione negativa che la motivazione positiva si basano sull’idea di separazione e sull’esistenza dell’ego.

Una volta che avrai capito che non hai bisogno di raggiungere nulla all’infuori di te stesso, le tue azioni saranno l’espressione del tuo “io autentico”, sarai in grado di agire per la semplice gioia di farlo e di creare ciò che vuoi davvero creare, senza aspettarti nulla in cambio.  

In altre parole, sarai in grado di essere contento incondizionatamente, sia nel caso in cui tu ottenga ciò che vuoi, che nel caso in cui tu non ottenga ciò che vuoi.

Come coltivare la non-motivazione

Ovviamente, non riuscirai ad agire in questo modo, dall’oggi al domani, comprendere e applicare queste idee nella propria vita è un percorso graduale.

Sono anni che cerco di implementarle nella mia vita, e sono lontanissimo dall’essere perfetto, ciononostante il mio stato interiore è più stabile rispetto al passato, diciamo che mi faccio ipnotizzare dal mio ego molto più difficilmente.

Ora, ti starai chiedendo come puoi applicare questa attitudine nella tua vita, in realtà, questo modo di vivere è un effetto collaterale della crescita spirituale di ognuno di noi. Infatti, più il tuo ego è denso, più sei in contrasto con la vita, più il tuo ego è leggero, più fluisci con la vita.

Perciò, puoi coltivare la non-motivazione, o wu-wei come viene chiamata nel taoismo, studiando la spiritualità e mettendo in pratica gli insegnamenti che impari, che se sono ottimi insegnamenti, sono mirati a farti liberare dalle credenze che hai nei confronti della realtà, a proposito ti consiglio di guardare un video di Alan Watts, che puoi trovare nella descrizione.

Uno dei metodi migliori per coltivare la non-motivazione è attraverso la meditazione, infatti, la meditazione è senza scopo. Come avrai scoperto, se hai già provato a meditare in passato, più cerchi forzatamente di essere nel presente, più ti allontani dal presente. Lo stato meditativo accade spontaneamente.

La motivazione e la crescita personale

In conclusione, guardando la mappa della coscienza, possiamo capire come nei livelli più bassi sia presente la motivazione negativa, invece nei livelli successivi al coraggio sia presente la motivazione positiva, e nei livelli più alti sia presente la non-motivazione. Perciò, il passaggio dalla motivazione negativa alla motivazione positiva costituisce comunque un grande traguardo che vale la pena perseguire.

Ti ricordo che sul mio sito web, puoi prenotare un percorso di life coachig con me. Inoltre, trovi la lista completa dei libri che consiglio di leggere. Grazie per aver visto il video, lascia un mi piace e se sei nuovo sul canale mi raccomando iscriviti, alla prossima.

Lettura consigliata. 

Iscriviti al canale YouTube.

Seguimi su Facebook.