Il titolo del video lascia intuire che, in questo momento, tu non sia al corrente della tua reale identità. È proprio questo il messaggio che tutti i più grandi mistici della storia hanno cercato di insegnarci: esiste una Verità Assoluta, alla base della nostra essenza, di cui solitamente non siamo al corrente, che abbiamo la possibilità di conoscere in maniera diretta.

Aldous Huxley si riferisce a questo insegnamento con il termine filosofia perenne che, secondo me, è un termine molto appropriato, perché l’uomo conosce questo insegnamento sin dall’alba dei tempi, il problema è che sembriamo non volerlo comprendere.

Filosofia perenne: cosa significa?

La tesi principale della filosofia perenne, e perciò il messaggio che si nasconde in tutte le più grandi religioni del mondo e negli insegnamenti di tutti i più grandi mistici della storia, è che la realtà è non-duale: la nostra vera identità è Essere, Spirito, Infinito, Assoluto, Coscienza, ciò che noi siamo realmente è Quello, chiamalo un po’come vuoi tu.

In questo video parlerò di cosa sia l’Assoluto, descriverò l’Assoluto, ma è ovvio che cercare di descrivere l’Assoluto attraverso le parole è impossibile. Parafrasando Alan Watts: cercare di descrivere l’Assoluto attraverso le parole è come cercare di bere l’oceano pacifico con una forchetta, cosa alquanto impossibile.

Perché non facciamo esperienza della filosofia perenne?

A questo punto mi potresti dire “Va bene, posso anche prendere in considerazione, il fatto che io sia l’Assoluto, ma se fosse davvero così, perché non ne faccio esperienza nella vita di tutti i giorni?” Questa domanda è una domanda molto importante a cui cercare di rispondere.

Il problema principale è che nella vita di tutti i giorni non viviamo nella realtà di per sé, ma viviamo in una realtà concettuale. Cosa vuol dire una realtà concettuale? Vuol dire che non percepiamo la realtà di per sé, ma percepiamo le nostre idee a proposito della realtà. Che cosa sono le idee, i concetti? Sono dei limiti. Imponiamo dei limiti alla realtà di per sé, che nella realtà di per sé non esistono.

Se le porte della percezione fossero purificate, tutto apparirebbe all’uomo come in effetti è, infinito.

William Blake

Che cos’è che ci fa imporre questi limiti alla realtà? È il nostro ego. Infatti, il confine primario che imponiamo nella realtà è il confine fra l’io e il non-io, da questo confine primario nascono tutti gli altri confini che ci impediscono di percepire l’aspetto Assoluto della Realtà.

Ciò che ho appena detto ti dovrebbe scioccare, perché significa che, a meno che tu non abbia già avuto un’esperienza mistica di unione, non hai mai percepito davvero la realtà di per sé: hai sempre vissuto in una realtà fatta di idee, in una realtà che non esiste davvero.

La filosofia perenne e l’illuminazione spirituale

L’illuminazione spirituale non è altro che il momento presente privato dalle rappresentazioni simboliche che la nostra mente proietta su di esso. Non facciamo esperienza dell’Assoluto, nella nostra vita quotidiana, perché la nostra mente proietta nella Realtà dei limiti che la Realtà di per sé non ha.

La tua vera identità è così ovvia che smette di essere ovvia. Prova a immaginare qualcosa di così semplice, così intuitivo, così diretto, che smette di essere semplice, che smette di essere diretto, e diventa fottutissimamente complicato da comprendere e da realizzare.

La filosofia perenne e la difficoltà nel fare esperienza dell’Assoluto

Per cercare di afferrare quanto sia complicato comprendere la tua vera identità, prova a immaginare quanto possa essere complicato per un pesce realizzare che cosa sia l’acqua o, ancora meglio, prova a immaginare quanto possa essere complicato per una goccia d’acqua comprendere di essere all’interno dell’oceano, sarebbe qualcosa di quasi impossibile perché la goccia d’acqua percepisce solo acqua. Ci troviamo in questa situazione, siamo nell’Assoluto, siamo l’Assoluto, e proprio per questo è così complicato comprendere di essere parte integrante dell’Assoluto, dell’Infinito.

Per essere in grado di ritornare all’Assoluto, che in realtà non abbiamo mai lasciato, dobbiamo distruggere ogni limite a proposito di noi stessi e a proposito della vita, a proposito di tutto ciò che ci circonda. Se come ti ho già detto il limite primario, il limite da cui nascono tutti gli altri limiti, è l’ego, è l’idea a proposito di ciò che sei, per fare esperienza dell’Assoluto devi liberarti di te stesso, così da poter essere in grado di rientrare nell’Assoluto. Ciò che sei, ciò che credi di essere, è fondamentalmente un limite.

Che cos’è l’Assoluto secondo la filosofia perenne?

Finché io sono questo o quello, oppure ho questo o quello, io non sono tutte le cose e non ho tutte le cose. Diventa puro fino al punto da non essere né avere questo o quello; allora sarai onnipresente e, non essendo né questo né quello, tu sarai tutte le cose.

Meister Eckhart

È proprio questo a cui Gesù si riferisce quando dice “è più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago, che per un uomo ricco entrare nel regno dei cieli.” Ovvero, è impossibile che tu riesca a fare esperienza dell’Assoluto e allo stesso tempo continuare a rimanere ciò che credi di essere, continuare a essere ricco mentalmente, a essere ricco di concetti.

Per entrare nell’assoluto devi liberarti di ogni limite, devi liberarti di tutto ciò che credi di essere, che è un po’ la stessa cosa che ci dice Plotino quando afferma “chi diventa qualcuno non è più il tutto.” Tu puoi scegliere di essere te stesso, ma, a quel punto, non sei più l’assoluto, sei qualcosa di diverso dall’assoluto perché, per definizione, l’assoluto è ogni cosa, è l’assenza di limiti, è l’assenza di confini.

Mi sembra chiaro che stia parlando per esperienza diretta, anche se è sbagliato dire che “io” abbia fatto esperienza dell’assoluto: è proprio perché mi sono liberato dell’io che sono ritornato nell’Assoluto. Questa mia esperienza diretta dell’Assoluto è durata solo poche ore, dopodiché il mio ego è tornato a limitare la realtà.

Vivere la filosofia perenne significa la fine di te

È per questa ragione che non vogliamo davvero l’illuminazione spirituale. L’illuminazione spirituale vuol dire la fine di te, non puoi ritornare all’Assoluto e mantenere la tua identità. È proprio questo, secondo me, il vero atto di fede: quando sei nel momento cruciale, in cui stai lasciando andare ogni tuo limite, stai abbandonando ogni confine che credi di avere, è come se stessi scegliendo consapevolmente di gettarti da un burrone di cui non vedi la fine. Ovviamente, non ti sto consigliando di gettarti da un burrone, quello che sto cercando di descrivere è cosa si prova quando stai per entrare a far parte dell’Assoluto.

La sensazione che si prova è la sensazione di stare per morire, è per questo che i mistici hanno superato ogni singola paura, ogni paura è in definitiva la paura della morte. Quando affronti la morte, ciò che scopri è che dopo la morte c’è solo altra vita. Quando ti getti dal burrone è come se iniziassi a galleggiare nell’Infinito. L’Infinito non è altro che la realtà quotidiana, è per questo che l’illuminazione spirituale viene definita la barzelletta cosmica.

La filosofia perenne e la barzelletta cosmica

Tutto ciò che hai sempre cercato è sempre stato davanti ai tuoi occhi. L’Infinito è sempre stato davanti a te, credevi soltanto che non fosse Infinito, credevi che la realtà ordinaria fosse qualcosa di diverso dall’Essere, perché proiettavi dei limiti che nell’Essere di per sé non esistevano.

Come fai a essere sicuro che questo esatto momento non è come ci si sente a essere morti? Come fai a sapere che esista una differenza fra la vita e la morte? Se analizzi queste domande, lasciando da parte tutto ciò che credi a proposito di questi argomenti, dovrai ammettere che non puoi saperlo, non puoi sapere che la morte sia davvero diversa dalla vita e che la vita sia davvero diversa dalla morte.

Il Niente è l’unica cosa che può essere qualunque cosa

Cerchiamo di capire un po’meglio cosa sia l’Essere: se ti ho detto che l’Assoluto è l’assenza di limiti, prova a riflettere su cosa possa essere l’unica cosa che non ha confini. L’unica cosa che non ha limiti è il Niente, il Niente è l’unica cosa che è in grado di diventare tutte le cose. Il Niente non è altro che l’altra faccia dell’Assoluto. Il Niente è l’unica cosa che può assumere qualunque forma: se il Niente fosse solo bello, non potrebbe essere brutto; se il Niente fosse solo bravo, non potrebbe essere cattivo; se il Niente fosse solo giusto, non potrebbe essere sbagliato, e così per ogni altra coppia di dualità.

Per farti capire un po’meglio cosa sia il Niente e cosa si prova a farne esperienza, immagina di diventare ogni singolo pixel nella tua percezione visiva, invece di identificarti soltanto con il tuo corpo. La tua identità smette di essere il tuo corpo, la tua mente, la voce nella tua testa e diventa qualunque cosa tu sia in grado di percepire: colui che percepisce, l’oggetto percepito e il processo di percezione diventano una singola entità. Non sei più in grado di percepire fra ciò che sei e ciò che non sei, è a questo punto che diventi Tutto, Infinito.

Come fare esperienza della filosofia perenne?

A questo punto mi potresti dire “Va bene, bel discorso, ma come posso fare esperienza di ciò che hai detto in maniera diretta?” Il mio consiglio è di studiare questi argomenti, ci sono migliaia di libri e insegnanti che parlano di ciò di cui ho appena discusso. Studiando la filosofia perenne, inizierai a farti un’idea di cosa sia l’illuminzione spirituale, anche se ovviamente l’illuminazione spirituale non è l’idea che ti farai dell’illuminazione spirituale. Inoltre, è necessario confidare che sia possibile conoscere la Verità in maniera diretta.

Per ora ti posso dare un esercizio che ti potrebbe aiutare a intuire la tua vera natura: cerca di individuare l’esatto punto in cui il tuo corpo finisce e la realtà esterna inizia. Se contemplerai a lungo questa domanda, arriverai alla conclusione che non esiste un confine reale fra il tuo corpo e la realtà esterna.

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