Qualche settimana fa, mi sono imbattuto in questo video di Swami Sarvapriyananda, l’attuale monaco responsabile della Società Vedanta di New York. L’ho trovato molto interessante, demistifica molte delle confusioni comuni a proposito della non-dualità. 
Di seguito, trovi le parti più significative del video, che ti consiglio di vedere per intero.

  1. La gran parte dei movimenti spirituali utilizza la ricerca interiore per abbandonare il mondo. Questa attitudine non è efficace, perché la realtà non è altro che l’espressione del potenziale divino. La pace interiore non può essere realizzata abbandonando il mondo; la pace deve essere realizzata nella vita quotidiana. Dio è qui, ora.
  2. Nei templi indù, per onorare il divino, spesso, viene usato il legno di sandalo. A volte, il legno, a causa dell’umidità, assume un odore sgradevole. Prima di usarlo per i riti religiosi, è necessario sfregarlo, così da togliere la patina di detriti, che causa il cattivo odore. Una volta fatto, la fragranza naturale del sandalo tornerà a essere percepita. Allo stesso modo, il compito di ogni ricercatore spirituale è sfregare la patina mentale, sovrapposta al mondo, che impedisce il riconoscimento di Brahman, nelle infinite manifestazioni dell’universo.
  3. La più grande forma di rinunciazione è vedere Brahman in qualunque espressione della vita. Una rinunciazione del genere, ti impedisce di giudicare il mondo e sentirti separato da esso. Vedere il divino, espresso nelle forme che la tua mente egoica rinnega, questa è vera rinunciazione. Una rinunciazione simile, comporta il passaggio dall’amore umano, all’Amore divino. In questo senso, rinunciare significa Amare.
  4. Siamo seduti sulla riva di un oceano ricolmo di nettare e moriamo di sete.
  5. Quando riconosci la tua intima unità con l’intera creazione, che cos’altro potresti desiderare? Non esiste niente al tuo esterno, che tu possa ottenere, per raggiungere l’appagamento interiore. Tu sei già tutto ciò che cerchi.
  6. Per coloro che conoscono, non c’è niente di più vicino di Brahman; per coloro che non conoscono, non c’è niente di più lontano di Brahman.
  7. Ciò che chiami mondo, non è altro che l’apparenza di Brahman. Dio è in tutto e, tuttavia, oltre tutto.
  8. Il reale obiettivo del precetto di Maya, l’illusione del mondo, è far comprendere che il mondo non è altro che Dio.
  9. La stessa Divinità che è presente negli aspetti della vita che apprezzi è presente anche negli aspetti della vita che disprezzi. Se Dio è tutto, come potrebbe essere limitato soltanto agli aspetti della vita che tu reputi degni di amore?
  10. In samsara, nell’ignoranza, il mondo appare diverso da Dio; nella saggezza, il mondo viene rivelato come Brahman.
  11. Colui che vede ogni essere nel suo stesso Sé e il suo Sé in ogni essere è incapace di odiare o provare paura.
  12. Un volta, Ramana Maharshi ricevette una lettera da un suo critico. Ramana lesse con attenzione il contenuto della lettera, corresse gli errori di grammatica e la rispedii al critico. Nello stato di Jnana, è impossibile sentirsi attaccati. Cosa può attaccarti o farti del male, quando realizzi che non c’è nulla al di là di Brahman, di ciò che realmente sei.
  13. Quando l’intera realtà, viene rivelata come il tuo stesso Sé, cosa può causarti sofferenza o dolore?
  14. L’universo è la poesia di Dio.
  15. Tutto è Brahman, tu sei Brahman.

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