Neale Donald Walsch, l’autore della collana di libri “Conversazioni con Dio”, afferma che, nel 1992, in un momento molto buio della sua vita, in cui nulla sembrava funzionare, decise di iniziare a scrivere delle lettere a Dio, chiedendogli le ragioni per cui fosse così infelice e come porre rimedio alla sua situazione. A sua grande sorpresa, Dio iniziò a rispondere a tutte le sue domande attraverso di lui, donandogli ispirazione.

Fu così che nacque la collana di libri “Conversazioni con Dio”, ovviamente non posso garantirti che Neale Donald Walsch abbia davvero avuto delle conversazioni con Dio, quello che posso garantirti è che gli insegnamenti contenuti nei suoi libri sono di una saggezza fuori dal comune.

Dio non è un uomo barbuto che siede in paradiso

Come dico spesso nei miei video, non puoi imparare ciò che credi di sapere già. Perciò, ti invito a mettere da parte tutte le idee che hai a proposito di Dio, altrimenti non sarai in grado di conoscere davvero che cosa sia Dio. In particolare, è necessario mettere da parte l’idea di Dio come una figura paterna e vendicativa, che siede sul trono in cielo e che non aspetta altro che tu commetta un errore per mandarti all’inferno, una volta che sarai morto. Nel libro viene affermato che qualunque insegnamento viene attribuito a Dio che non contiene un messaggio di amore incondizionato e di perdono incondizionato non è un messaggio che proviene da Dio, ma è un messaggio che proviene dalla mente egoica dell’uomo.

Lo scopo dell’esistenza dell’universo, secondo il libro Conversazioni con Dio

La ragione per cui l’universo esiste è cosicché Dio possa fare esperienza di sé stesso: ciò che è, nell’assenza di ciò che non è, non può essere. Per spiegarti meglio questa idea, prova a immaginare di essere Dio, di essere l’unica consapevolezza che esiste, prova a immaginare di essere una luce che si espande in tutte le direzioni e in tutte le dimensioni, una luce letteralmente infinita.

In questa situazione Assoluta, nella mancanza del buio, la luce può solo sapere di essere luce, non può fare esperienza di essere luce. Ciò che rende la luce luce è il buio, è la mancanza di luce. In altre parole, puoi sapere di essere generoso, ma a meno che tu non faccia un atto di generosità nei confronti di qualcuno, la generosità non è altro che un concetto.

Oppure, puoi sapere di essere gentile, ma a meno che tu non faccia un atto di gentilezza nei confronti di qualcuno, la gentilezza non è altro che un concetto. Se Dio è tutto ciò che è, l’unica possibilità che Dio ha per fare esperienza di sé stesso è immaginare di separare sé stesso in un’infinità di entità apparentemente separate da sé stesso, che possano riflettere su sé stesso.

Queste entità non sono altro che ciò che comunemente chiamiamo anime. Una volta che Dio immagina di separare sé stesso, in un’infinità di anime, una singola anima ha la possibilità di osservare un’altra anima e quindi ha la possibilità di fare esperienza del divino, ha la possibilità di fare esperienza di sé stesso come Dio.

Conversazioni con Dio: l’universo della relatività è l’attualizzazione dell’Assoluto

L’inizio di questo processo è ciò che gli scienziati chiamano big bang, è ciò che ha dato vita al mondo della relatività, è ciò che ha dato vita al prima e al dopo, al qui e al lì. Ma Dio non è solamente il prima o il dopo, il qui o il lì, è anche il non-prima e il non-dopo, il non-qui e il non lì, è ciò che è e ciò che non-è.

Un’altra analogia molto utile per provare a comprendere la ragione per cui Dio immagina l’esistenza di un mondo relativo è provare a immedesimarsi in una candela che si trova di fronte all’immensa luminosità di un sole. La candela può sapere di essere una candela, ma non può fare esperienza di essere una fonte di luce.

La candela rappresenta l’anima, rappresenta una parte dell’Infinito, una parte della luce che non ha inizio e non ha fine. Un’anima nel mondo dell’Assoluto può sapere di essere una candela, può sapere di essere una parte dell’infinito, ma non può fare esperienza di essere una parte dell’infinito, di essere una parte di questa consapevolezza che non ha né inizio e né  fine.

Conversazioni con Dio: l’amore e la paura

La prima polarità che Dio immagina esistere, e su cui si basano tutte le altre polarità, è la polarità tra l’amore e la paura. Infatti, Dio non è altro che Amore Assoluto e incondizionato e per fare esperienza di sé stesso Dio deve immaginare che esista qualcos’altro all’infuori di sé stesso: la paura. Infatti, nel momento in cui la paura inizia a esistere, l’amore smette di essere solamente un concetto e inizia a essere anche un’esperienza che un’anima può avere.

La ragione per cui Dio divide sé stesso in un’infinità di anime è cosicché Dio abbia la possibilità di fare esperienza di sé stesso attraverso il punto di vista di ogni singola anima. In definitiva, tu ed io, come qualunque altro essere vivente, siamo delle parti di Infinito, siamo dei punti di vista attraverso i quali Dio cerca di conoscere sé stesso e di fare esperienza di sé stesso come amore infinito e incondizionato.

Conversazioni con Dio e la separazione dal divino

Ovviamente, Dio non può realmente separare sé stesso perché è l’unica cosa che esiste, può soltanto immaginare di essere separato da sé stesso, può soltanto dimenticare di essere l’unica cosa che esiste e dimenticando di essere l’unica cosa che esiste può fare esperienza di sé stesso ricordandosi ciò che è. Dio dimentica ciò che è cosicché possa fare esperienza di ciò che è: nell’assenza di ciò che non è, ciò che è non può essere.

Conversazioni con Dio e il concetto di inferno

A questo punto, dovresti aver capito che non esiste assolutamente un luogo come l’inferno in cui Dio spedisce gli esseri viventi che commettono degli errori. Se Dio è Amore Assoluto e incondizionato, non potrebbe mai fare qualcosa del genere. L’esperienza che più si avvicina all’inferno per un’anima è il non sfruttare la possibilità di vivere nel mondo della relatività, è il non fare esperienza di sé stessa come una fonte di luce. L’obiettivo di ogni anima è diventare una personificazione dell’Amore Assoluto, cosicché Dio possa fare esperienza di sé stesso attraverso una parte di sé stesso.

Una persona completamente illuminata è una persona che riconosce l’aspetto immaginario della paura, che riconosce che l’universo non è altro che una rappresentazione dell’Amore Assoluto di Dio e che vive questo Amore Assoluto anche nei peggiori momenti di difficoltà, è proprio questo che ha fatto Gesù nel momento in cui veniva crocifisso.

Ora potresti dirmi “Ma cosa me ne faccio di tutte queste informazioni?” Informazioni del genere sono utilissime perché ogni secondo della nostra vita possiamo scegliere fra l’amore o la paura e questa scelta condiziona il nostro livello di consapevolezza: più scegli l’amore, più il tuo livello di consapevolezza migliora, più fai esperienza della Pace.

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