Cosa vuol dire da zero a uno?

L’errore più grande che possiamo fare, quando iniziamo un nuovo progetto, è cercare di copiare e  riprodurre ciò che ha già funzionato per altri in passato, invece di creare qualcosa di davvero innovativo.

Infatti, come dice Peter Thiel “Il prossimo Bill Gates non creerà un sistema operativo. I prossimi Larry Page e Sergey Brin non creeranno un motore di ricerca. E il prossimo Mark Zuckerberg non creerà un social network. Se stai copiando queste persone, non stai imparando da loro.”

Ci sono due modi per progredire: il primo è passare da zero a n, ovvero, crescere in maniera orizzontale, copiando ciò che ha già funzionato in passato; il secondo è passare da zero a uno, ovvero, crescere in maniera verticale e intensa, creando qualcosa di completamente nuovo.

Il progresso verticale è molto più complicato da raggiungere perché richiede fare qualcosa che nessuno abbia mai fatto prima. Per esempio, se hai un prototipo di macchina da scrivere e ne costruisci altri 100, hai fatto un progresso orizzontale. Invece, se hai un prototipo di macchina da scrivere e programmi un software come Microsoft Word, hai fatto un progresso verticale, sei passato da zero a uno.

Costruisci un monopolio

La parola monopolio nella nostra società ha assunto un aspetto negativo, ma Peter Thiel è di tutt’altro opinione. Infatti, per avere un successo fuori dal comune un business deve produrre qualcosa che sia impossibile da replicare per la concorrenza. Perciò, costruire un monopolio è una prerogativa necessaria per qualsiasi business che voglia prosperare.

Inoltre, le risorse economiche a disposizione di un’azienda senza concorrenti, possono essere investite nel lungo periodo per continuare ad innovare con prodotti o servizi che abbiano la capacità potenziale di migliorare la qualità di vita della collettività. La figura che più rappresenta questa idea, al momento, è, senza dubbio, Elon Musk che investe senza sosta in progetti all’avanguardia.

Nel libro Peter Thiel condivide quattro principi su cui la maggior parte dei monopoli di successo si basano e su cui vale la pena riflettere prima di iniziare un nuovo progetto.

Tecnologia

Il primo principio è avere a propria disposizione della tecnologia sconosciuta alla concorrenza perché ciò rende praticamente impossibile copiare il tuo prodotto o il tuo servizio. Per esempio, ciò che ha reso Google il motore di ricerca più utilizzato al mondo è il suo algoritmo che è di gran lunga migliore rispetto agli altri motori di ricerca. Per essere in grado creare un monopolio, la tua tecnologia deve essere almeno 10 volte superiore rispetto a quella già esistente.

La strategia migliore per farlo è creare qualcosa che ancora non esiste, come una pillola che elimini, in modo sicuro, il bisogno di dormire, oppure che curi la perdita dei capelli. Il valore di una tecnologia del genere è praticamente infinito. Questa idea è molto simile al comandamento dell’accesso di cui abbiamo già parlato in Autostrada Per La Ricchezza.

Network

Il secondo principio è l’effetto del network, ovvero, più persone usano un prodotto, più il prodotto diventa utile. È questo il caso di Facebook, infatti, la maggior parte di noi lo usa perché anche i nostri amici fanno altrettanto. Non avrebbe senso utilizzare un altro social network, sul quale non è presente nessuna delle persone che conosciamo.

Tuttavia, se vuoi raggiungere un gran numero di utenti, sarebbe una buona idea iniziare gradualmente. Il primo obiettivo di Mark Zuckerberg è stato far registrare su Facebook i suoi compagni di università, non milioni di persone.

Costo

Il terzo principio è essere in grado di espandere il proprio servizio a costi ridotti. Un business di successo più cresce, più diventa forte. Per esempio, se decidi di creare un programma per computer, i tuoi costi di produzione e distribuzione, sono quasi pari allo zero. Invece, se hai una scuola di Yoga, sarà molto più difficile espandersi e servire un numero sempre maggiore di persone, perché il tuo margine di profitto sarà troppo ridotto.

Branding

Il quarto principio è il branding. L’esempio migliore di questa strategia è la Apple che grazie al design di prodotti all’avanguardia, al minimalismo degli apple store, alle campagne pubblicitarie presenti ovunque, alla capacità di vendere a prezzi elevati e al carisma leggendario di Steve Jobs è percepita globalmente come una garanzia assoluta di qualità.

Tuttavia, analizzando la storia della Apple possiamo notare che rispetta tutti i principi precedenti: è in possesso di una tecnologia superiore, non disponibile ai propri concorrenti; grazie al grande numero di vendite, può richiedere prezzi più convenienti ai propri fornitori; migliaia di programmatori creano applicazioni per la Apple perché milioni di persone usano i loro prodotti.

Molte aziende commettono l’errore di cercare di dominare il mercato solamente attraverso il branding, ma questo non è possibile. Bisogna avere una base solida, per fare un branding efficace.

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