Cos’è l’ego?

Tutta l’infelicità, l’insoddisfazione e lo stress che provi nella tua vita deriva dalla tua identificazione con l’ego. L’ego è l’identificazione con la forma, che prima di tutto è identificazione con la forma dei tuoi pensieri e delle le tue emozioni e poi con le forme fisiche.

In altre parole, credi di essere la tua mente, credi di essere i tuoi pensieri, credi di essere le tue emozioni, credi di essere la voce che parla nella tua testa, credi di essere ciò che possiedi, o meglio, credi che il tuo valore come persona sia in relazione con ciò che possiedi.

Questa identificazione con la forma ti rende incapace di percepire la tua intrinseca connessione con il resto della vita. E ti rende impossibile percepire chi sei realmente, ovvero, pura coscienza.

L’ego è la causa di tutte le tue sofferenze perché per l’ego è impossibile accettare ed essere cosciente del momento presente.

Lo stress che provi nella tua vita è direttamente proporzionale alla quantità di resistenza che opponi al momento presente. Più resisti ciò che è, più soffri. Ovvero, più sei identificato con i tuoi pensieri più soffri.

Infatti, quando sei identificato con i tuoi pensieri è impossibile scoprire quella pace interiore che stai cercando, perché l’identificazione con i tuoi pensieri la offusca.

Citando Eckhart Tolle:

“Quando si vive in un mondo reso insensibile dalle astrazioni mentali, non si riesce più a percepire la vitalità dell’universo. La maggior parte delle persone non vive una realtà viva, ma una realtà concettualizzata.”

Infatti, non riesci ad essere cosciente dello spazio che avviene tra un pensiero ed un altro, non riesci a vivere nel momento presente, Eckhart Tolle chiama questo spazio tra i pensieri Presenza.

Inoltre, l’identificazione con i pensieri, è la causa del comportamento nevrotico “del dover avere sempre ragione” infatti, i pensieri, le idee, i concetti, diventano chi sei, diventano una parte di te.

E quando qualcuno non condivide la tua stessa idea ti senti in pericolo, ti senti minacciato anche a livello fisico. È da questo errore di percezione che scaturiscono tutti i conflitti con le altre persone. E di conseguenza anche tutti i conflitti a livello mondiale.

Sei nevrotico anche quando ti identifichi con il mondo fisico, infatti, l’ego cerca sempre di aumentare il suo falso senso d’identità attraverso l’acquisizione di oggetti.

Una delle caratteristiche dell’ego è il cercare costantemente di soddisfare la propria brama, cosa che ovviamente non riuscirà mai a fare.

Infatti, come dice Eckhart Tolle:

“Finché l’ego dirige la vostra vita, avete due maniere di essere infelici. Una è non avere ciò che volete. L’altra è avere ciò che volete”

In definitiva, come puoi combattere l’illusione dell’ego? La risposta di Eckhart Tolle è che non puoi combattere un illusione, perché l’atto di combatterla vorrebbe dire affermarla come realtà.

Puoi liberarti dell’ego solamente riconoscendone i suoi comportamenti nevrotici, solamente riconoscendone la pazzia, una volta che lo avrai fatto potrai finalmente trovare la pace interiore che cerchi.

Cos’è il corpo di dolore?

Le anatre, dopo essersi scontrate, se ne vanno per la loro strada. E sbattono le ali per liberarsi dall’energia in eccesso causata dalla lotta, dopo averlo fatto riprendono a nuotare come se nulla fosse successo.

Se però una delle due anatre avesse una mente umana, subito dopo, inizierebbe a pensare “Chi si crede di essere. Non può invadere il mio territorio. E l’anatra con la mente umana continuerebbe ad avere questi pensieri per giorni, mesi e forse anni.

Il corpo di dolore è l’accumulo di energia non liberata causata da eventi passati che ti porti dietro ovunque vai. E che di conseguenza ti impedisce di liberarti completamente delle esperienze negative passate.

È per questo che di solito reagisci in maniera negativa ed esagerata sempre alle stesse situazioni, ovvero, sono sempre le stesse situazioni che attivano il tuo corpo di dolore. Infatti, non stai rivivendo solamente l’esperienza presente, ma anche tutte le esperienza negative passate che hai avuto.

Per esempio, potresti reagire in maniera esagerata ogni volta che qualcuno è in ritardo, o che qualcuno ti critica, oppure quando si parla di soldi. La tua reazione non ha niente a che vedere con l’esperienza presente di per se, ma è una reminiscenza del passato.

Ecco perché, probabilmente, continui ad avere sempre gli stessi problemi, perché continui a rivivere il passato, lasci che vecchie emozioni di cui non ti sei liberato dettino il modo in cui reagisci agli eventi di tutti i giorni, ovvero, lasci che vecchie emozioni abbiano ancora un effetto negativo sul tuo presente.

Come possiamo liberarci dal corpo di dolore?

Citando Eckhart Tolle:

“Quando il corpo di dolore diventa attivo, sappiate che ciò che state sentendo è il corpo di dolore dentro di voi. Il saperlo è tutto quello che serve per rompere la vostra identificazione con esso. E quando cessa questa identificazione, inizia la trasmutazione. Il saperlo impedisce alla vecchia emozione di salirvi alla testa e di impadronirsi non solo dei dialoghi interni, ma anche delle vostre azioni e interazioni con gli altri.”

Anche questo passerà

“In un’antica storia sufi si racconta di un re di una terra in Medio Oriente, che era sempre combattuto tra la felicità e l’avvilimento. La minima cosa lo turbava o gli provocava un’intensa reazione e la sua felicità si tramutava in delusione e disperazione. Giunse finalmente il momento in cui il re fu stanco di se stesso e della sua vita e iniziò a cercare una via di uscita.

Mandò a chiamare un saggio che viveva nel suo regno e che era considerato un illuminato. Quando il saggio arrivò, il re gli disse: “Voglio essere come te. Puoi darmi qualcosa che porti nella mia vita equilibrio, serenità e saggezza? Ti pagherò qualunque somma tu mi chieda”. Il saggio rispose: “Potrei essere in grado di aiutarti. Ma il prezzo è talmente alto che tutto il tuo regno potrebbe non bastare a pagarlo. Ma se tu lo onorerai, allora potrebbe essere un regalo per te”.

Il re si dichiarò d’accordo e il saggio se ne andò. Qualche settimana dopo ritornò e porse al re una scatola di giada intarsiata. Il re aprì la scatola e vi trovò un semplice anello d’oro con un’incisione nella quale si leggeva: “Anche questo passerà”. Il re chiese quale fosse il suo significato. “Portalo sempre al dito” disse il saggio “qualunque cosa accada, prima di definirla buona o cattiva, toccalo e leggine l’iscrizione. In questo modo sarai sempre in pace.”

Ancora citando Eckhart Tolle:

“Quelle parole, incise sull’anello, non ti stanno dicendo di non godere del buono che c’è nella tua vita, e il loro senso non è quello di esserti di consolazione nei momenti di sofferenza. Hanno un proposito più profondo: quello di renderti consapevole della temporaneità di ogni situazione, grazie alla trascendenza di tutte le forme, buone o cattive. Quando diventi consapevole della trascendenza di tutte le forme, il tuo attaccamento a queste diminuisce e in un certo modo ti disidentifichi da esse. Essere distaccato non vuol dire non poter gioire delle cose buone che la vita ha da offrire. Anzi, in realtà ne godrai di più. Una volta che vedi e accetti la trascendenza di ogni cosa e l’inevitabilità del cambiamento, potrai godere dei piaceri del mondo mentre ci sono, senza la paura di perderli e senza l’ansietà del futuro.”

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