L’autore del libro ha studiato, per anni, la vita e le opere di Leonardo da Vinci, cercando di scoprire il segreto della sua genialità. Grazie alle sue ricerche, ha identificato 7 principi fondamentali che costituiscono l’approccio leonardiano all’apprendimento e all’esercizio dell’intelligenza, che, anche noi, possiamo applicare nella nostra vita, in modo che ci ispirino e guidino verso la piena realizzazione del nostro potenziale.

1. La curiosità

Il primo principio è la curiosità, ovvero, un atteggiamento d’insaziabile interesse verso la Vita, un’inestinguibile sete di sapere.

Leonardo era mosso dall’amore e dalla passione per la bellezza e la verità. Infatti, non perse mai la curiosità caratteristica di ogni bambino. Per esempio, nei suoi appunti si chiede perché il cielo è blu oppure come facciano gli uccelli a volare.

Alla base di tutte le sue opere e delle sue scoperte c’è un continuo desiderio di conoscenza. Le grandi menti sono in grado di fare scoperte sensazionali perché si pongono domande che nessuno si è mai posto prima.

“Naturalmente li omini boni desiderano di sapere.”

2. La dimostrazione

Il secondo principio è la dimostrazione, ovvero, l’impegno a verificare le proprie conoscenze e supposizioni attraverso l’esperienza, è la volontà di imparare dagli errori.

Leonardo mise in discussione gran parte dei dogmi e delle credenze della cultura del tempo. Per esempio, dopo aver scoperto fossili e conchiglie sulle montagne della Lombardia, contestò l’ipotesi, accetta all’epoca, che potessero essere i resti del diluvio universale, sostenendo che certe affermazioni non erano degne di una mente razionale.

Leonardo “aveva l’abitudine di studiare tutte le autorità classiche e medievali disponibili, per le materie che lo interessavano.” Ciò indica che non aveva preconcetti nei confronti delle ricerche altrui, ma era pronto a studiarle criticamente e a metterle alla prova attraverso l’uso dell’esperienza.

Questo approccio è estremamente importante per la crescita personale di ognuno di noi perché non si può imparare ciò che si crede di sapere già.

Per riuscire a raggiungere il nostro massimo potenziale, dobbiamo essere in grado di mettere in discussione ciò in cui crediamo, sia nella nostra vita che nella ricerca scientifica. Infatti, l’uso della dimostrazione è alla base dell’incredibile sviluppo tecnologico e artistico avvenuto in Italia durante il rinascimento, e Leonardo fu sicuramente uno dei precursori di questo approccio.

“Il massimo inganno delli omini è nelle loro oppinioni.”

3. La sensazione

Il terzo principio è la sensazione, ovvero, il continuo affinamento dei sensi, specialmente della vista, come mezzo per rafforzare l’esperienza.

Per mettere alla prova le sue teorie attraverso il principio della dimostrazione, Leonardo sviluppò al massimo tutti i suoi sensi. La sua vista era così acuta che fu possibile verificare alcune sue osservazioni sul movimento delle penne e del volo degli uccelli solo dopo l’invenzione della moviola.

L’incredibile abilità percettiva di Leonardo è sicuramente uno dei pilastri del suo incredibile genio.

“Saper vedere.”

4. Lo sfumato

Il quarto principio è lo sfumato, ovvero, la disponibilità ad abbracciare il dubbio, il paradosso e l’incertezza.

È fondamentale essere a proprio agio con il paradosso per non commettere l’errore, che, purtroppo molti di noi fanno, di respingere a priori delle idee valide solo perché non rientrano nella propria concezione della realtà.

Mantenere un modo di pensare che dia spazio al dubbio e all’incertezza è il requisito indispensabile di qualsiasi persona che voglia continuare a crescere, scoprire nuove possibilità e avere successo.

“Quel pittore che non dubita, poco acquista.”

5. Scienza e Arte

Il quinto principio è lo sviluppo dell’equilibrio tra scienza e arte, logica e immaginazione; l’utilizzo contemporaneo dell’emisfero destro e di quello sinistro.

Questo concetto mi ricorda moltissimo il paradosso della crescita personale, di cui ho parlato in un video precedente, ovvero, bisogna accettare oppure migliorare se stessi? La risposta, ovviamente, è che è possibile fare entrambe le cose.

La vita di Leonardo è la manifestazione di una simbiosi perfetta fra logica e immaginazione, dello scienziato che perfeziona l’artista e viceversa. Infatti, come dice George Sarton, uno storico della scienza, “Il merito più insigne di Leonardo è l’aver mostrato con il proprio esempio che la ricerca della bellezza e la ricerca della verità non sono incompatibili.”

“Studia prima la scienza, e poi seguita la pratica nata da essa scienza.”

6. La corporalità

Il sesto principio è la corporalità, ovvero, coltivare la grazia, l’ambidestrismo, la forma fisica e il portamento.

Lo stereotipo che abbiamo del genio è una persona dal grande intelletto, ma caratterizzata dalla debolezza fisica. Leonardo da Vinci era tutt’altro. Infatti, il Vasari ne loda la bellezza, la grazia e racconta di come fosse in possesso di una forza fuori dal comune.

Praticava varie attività fisiche tra cui l’equitazione, la scherma e il nuoto. Disegnava, dipingeva e scriveva con entrambe le mani. Era un ambidestro non solo dal punto di vista mentale, ma anche da quello fisico.

Molto probabilmente, l’interesse di Leonardo per l’anatomia fu scaturito dalla profonda consapevolezza che nutriva nei confronti del suo corpo. Questa sua conoscenza della corporalità contribuì alla creazione di opere d’arte che rasentano la perfezione della natura.

7. La connessione

Il settimo principio è la connessione, ovvero, riconoscere e apprezzare l’interconnessione di tutte le cose e dei fenomeni attraverso il pensiero sistemico.

Pensare in maniera sistemica vuol dire essere al corrente che ogni cosa è connessa a qualsiasi altra.

Il genio creativo di Leonardo è da ricondurre alla sua abilità di mescolare e collegare tra loro le idee e i concetti più disparati così da generare qualcosa di nuovo dalla loro unione.

L’attitudine di Leonardo al pensiero sistemico è rappresentata in modo indicativo da una guida che scrisse su come far sembrare vero un animale finto. In questo breve testo, spiega come basti unire parti di diversi animali, per essere in grado di dar vita ad una creatura del tutto nuova.

Citando il libro: “I suoi draghi sono un simbolo perfetto della sua ricetta creativa di connessione e combinazione di più elementi. Le sue conoscenze sull’acustica scaturirono dai collegamenti con lo studio dell’acqua. In una pagina di appunti Leonardo mette a confronto la velocità e la direzione dei raggi di luce, la forza della percussione, la propagazione di un’eco, le curve di un magnete e la diffusione di un odore.”

Trovo questo principio assolutamente geniale, e nel mio piccolo cerco di applicarlo. Infatti, più approfondisco le mie ricerche negli ambiti che mi interessano, più mi rendo conto di quanto tutto sia intimamente connesso.

Pensare in compartimenti stagni, ovvero, credere che la verità e la conoscenza si nascondano in un unico e rigido approccio alla vita è un errore che non possiamo commettere, se vogliamo raggiungere il nostro massimo potenziale.

Acquista il libro su Amazon.it 
(Comprando il libro tramite il link mi aiuterai a creare altri articoli come questo, Grazie!)

Iscriviti al canale YouTube.

Seguimi su Facebook