COME AMARE IL PROPRIO LAVORO

Qual è il modo più efficace per intraprendere una carriera lavorativa appagante? “So good they can’t ignore you”, il libro di cui parliamo oggi, cerca di rispondere proprio a questa domanda.

Nella nostra società, e ancor di più nel mondo della crescita personale, esiste la credenza radicata secondo la quale per essere in grado di amare il proprio lavoro è indispensabile seguire la propria passione.

Ma Cal Newport, l’autore del libro, sostiene che “Segui la tua passione” è un consiglio sbagliato e addirittura dannoso per la maggior parte delle persone che cercano la realizzazione nel mondo del lavoro.

Devo confessare che ero molto scettico riguardo questa affermazione, ma continuando nella lettura mi sono dovuto ricredere.

Sono tre le ragioni principali per cui seguire la propria passione potrebbe essere una cattiva idea.

1. PROBABILMENTE NON HAI DELLE PASSIONI VALIDE SU CUI BASARE LA TUA CARRIERA

La maggior parte di noi non ha delle passioni valide sulle quali poter basare la propria carriera lavorativa, ma solamente degli hobby che difficilmente possono diventare dei lavori a tempo pieno.

Nel 2002 in una università del Canada venne condottò un test su un gruppo di 539 studenti mirato a determinare se i partecipanti avessero davvero delle passioni.

Analizzando i questionari risultò che l’84% degli studenti aveva effettivamente delle passioni, ma queste passioni erano in realtà solo degli hobby. Infatti, fra i 5 interessi più ricorrenti vi erano lo sci, l’hockey, la danza, il nuoto e la lettura che sono attività particolarmente complicate su cui basare la propria carriera lavorativa.

2. NON BASTA AVERE PASSIONE PER ESSERE SODDISFATTI DEL PROPRIO LAVORO

La soddisfazione che si prova in un determinato lavoro cresce con il passare del tempo e con il miglioramento delle proprie abilità. Ciò contraddice completamente la concezione secondo la quale basta avere una passione preesistente per amare all’istante il proprio mestiere.

Uno studio condotto da una professoressa dell’università di Yale ha dimostrato che uno dei fattori più comuni nelle persone che si reputano maggiormente soddisfatte nel proprio impiego, è semplicemente il numero di anni trascorso a svolgerlo.

Le persone più felici in ambito lavorativo non sono quelle che seguono ciecamente le proprie passioni, ma quelle che investono una grande quantità di tempo per migliorare le proprie abilità così da poter ottenere un profondo senso di padronanza della propria professione.

3. LA PASSIONE È UN EFFETTO COLLATERALE DELLA MAESTRIA

La passione per un determinato lavoro è un effetto collaterale della maestria. Infatti, molte ricerche scientifiche dimostrano che per sentirci motivati nel nostro luogo di lavoro dobbiamo avere autonomia, competenza e una buona relazione con i nostri colleghi.

Autonomia e competenza sono strettamente collegate al raggiungimento della maestria della propria professione. Quando diventi davvero bravo in ciò che fai, percepisci un senso di realizzazione che deriva dal miglioramento delle tue abilità, e ottieni anche una maggiore capacità di gestione delle tue responsabilità.

Quindi, sembra non essere necessario avere una passione preesistente per riuscire a sentirsi motivati in un determinato lavoro, ma sono di vitale importanza autonomia, competenza e un buon rapporto con i propri colleghi.

I RISCHI DEL CREDERE NEL MITO DELLA PASSIONE

Il rischio principale del credere nel “Segui la tua passione” è che può convincerti che da qualche parte esista un lavoro perfetto che amerai all’istante. Il problema è che un impiego così per la maggior parte delle persone semplicemente non esiste. Infatti, ogni lavoro, a volte, è problematico, specialmente all’inizio della propria carriera.

Quando non riesci a trovare questo lavoro utopico, sei più incline a passare da una professione all’altra, a mettere continuamente in dubbio ciò che stai facendo, a non padroneggiare completamente nessun mestiere e di conseguenza ad essere continuamente frustrato con la tua carriera lavorativa.

QUAL È L’ALTERNATIVA?

Se seguire la propria passione non è una buona idea, quale strategia dobbiamo adottare per essere in grado di avere un lavoro appagante?

La risposta è semplice, ma altrettanto complicata da mettere in atto, ovvero, diventare così bravo da non poter essere ignorato.

Le caratteristiche principali che costituiscono un lavoro da sogno, per cui si prova passione e si è soddisfatti, sono la creatività, ovvero la possibilità di esprimere le proprie abilità liberamente, l’essere in grado di influenzare positivamente gli altri e di conseguenza sentirsi utile, e avere controllo sulla propria professione, per esempio scegliendo gli orari di lavoro.

DIVENTA COSÌ BRAVO DA NON POTER ESSERE IGNORATO

Per arrivare al punto in cui il proprio lavoro comprende tutte queste caratteristiche bisogna essere veramente bravi in ciò che si fa. Altrimenti, nessuna impresa o cliente si immaginerebbe di accettare questi termini.

Un giovane grafico pubblicitario alla prima esperienza di lavoro non può pretendere di esprimere liberamente la sua creatività, influenzare centinaia di persone e avere il controllo completo sul suo lavoro.

Tuttavia può scegliere di migliorare le proprie capacità così tanto da poter essere in grado di dettare le regole nelle future relazioni di lavoro. Infatti, se vuoi avere un lavoro che abbia tutte le caratteristiche di un lavoro da sogno devi essere in grado di offrire qualcosa di veramente straordinario in cambio.

L’unico modo per diventare esperti nel proprio settore è fare esperienza e pratica per un lungo periodo di tempo. Per migliorare qualsiasi capacità, però, bisogna praticare deliberatamente. Ovvero, esercitare coscientemente e precisamente gli aspetti dove siamo più carenti.

Quindi bisogna prima diventare bravi in ciò che si fa, e poi l’appagamento nel proprio lavoro sarà una naturale conseguenza dell’avere creatività, influenza e controllo nella propria professione.

CHI HA PASSIONE INCONTRA UGUALMENTE DIFFICOLTÀ

La critica che molti fanno a questo approccio è che senza passione non è possibile superare le difficoltà necessarie per raggiungere la maestria, ma la maggior parte delle persone che si ritiene soddisfatta della propria professione sostiene che all’inizio della loro carriera non avevano assolutamente idea che ciò che stavano facendo li avrebbe portati nella giusta direzione.

Quindi, chi ha passione per ciò che fa incontra esattamente gli stessi dubbi e affronta esattamente le stesse frustrazioni di chi la passione non ce l’ha. E posso garantirvelo personalmente perché nonostante io abbia passione per la scrittura e la creazione di questi video, non ho assolutamente idea se ciò che faccio potrà un giorno diventare un lavoro a tempo pieno. L’unica cosa in mio controllo è diventare così bravo da non poter essere ignorato.

In conclusione, l’idea più importante del libro è che per essere soddisfatti della propria professione non è strettamente necessario avere una passione preesistente per ciò che si fa. Ma bisogna, tuttavia, saper padroneggiare il proprio mestiere al punto tale da poter dettare le regole nei rapporti lavorativi con i clienti o con le imprese così da poter esprimere creatività, avere controllo e influenza o qualsiasi altra caratteristica consideriamo importante in un lavoro che per noi sia davvero soddisfacente.

Visto che il lavoro che facciamo è una parte così importante nella vita di ognuno di noi, voglio aprire una discussione che spero si costruttiva per tutti: se ti reputi felice e profondamente appagato della tua professione, quale è stata la strategia che hai usato per arrivarci? Hai seguito la tua passione, oppure, come dice Cal Newport, sei diventato così bravo da non poter essere ignorato.

Purtroppo questo libro, ad oggi, non è ancora stato tradotto in italiano, ma se puoi ti consiglio di leggerlo anche in inglese, soprattutto se stai per fare delle scelte importanti in ambito lavorativo.

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