Le Vostre Zone Erronee di Wayne Dyer è stato uno dei primi libri di crescita personale che ho letto, e sicuramente uno dei più importanti.

SEI L’UNICO RESPONSABILE

Sei l’unico responsabile per i tuoi stati d’animo perché le tue emozioni sono causate dai tuoi pensieri. Smettila di incolpare eventi o situazioni esterne a te stesso per come ti senti. Prova a ricordare l’ultima volta che ti sei sentito giù di morale, cosa stavi pensando? Cosa stavi immaginando? Se risponderai onestamente scoprirai che è impossibile essere felice avendo dei pensieri negativi.

Non sono gli eventi di per sé, ma l’interpretazione che ne diamo che causa le nostre emozioni. Già ti sento dire cose del tipo “Ok Saverio, suona tutto bello, ma questo è solamente pensiero positivo”, invece ti sbagli di grosso perché imparare ad interpretare in modo adeguato gli eventi di tutti i giorni è la cosa più pragmatica che puoi fare nella tua vita.

Per esempio, in che modo ti può essere utile pensare che non riuscirai a superare un esame, in che modo ti può essere utile arrabbiarti perché fuori piove? Il lavoro di Wayne Dyer e di tanti altri si basa sulle ricerche e sui libri scritti da Victor Frankl. Viktor Frankl era uno psichiatra che fu deportato nei campi di concentramento nazisti e, nonostante dovette vivere una delle peggiori situazioni che un essere umano abbia mai dovuto affrontare, capì che nessuno poteva togliergli la libertà di scegliere i suoi pensieri ed interpretare ed affrontare la realtà come meglio credeva.

Non venirmi a dire di come tu non possa cambiare il modo in cui pensi, perché la tua situazione è particolare; è solamente una questione di scelta; ogni giorno della tua vita scegli i tuoi pensieri; ogni giorno della tua vita scegli se essere felice o essere infelice; scegli se incolpare qualcuno o qualcosa per come ti senti o scegli di prenderti le tue responsabilità. È una semplice decisione che farà tutta la differenza, spetta solamente a te la scelta.

NON RIMANDARE

Tutti rimandano cose importanti, lo faccio anch’io a volte; ma i problemi arrivano quando si inizia a rimandare per giorni che diventano settimane che diventano mesi che diventano anni che diventano una vita intera passata a dire “domani sarà il giorno giusto”. Bisogna sapere come tirarsi fuori da questa situazione di stallo.

Se vuoi perdere peso, probabilmente pensi che andare per una corsa di due ore al parco ti sia d’aiuto; in realtà è controproducente, è molto difficile che tu esca di casa per andare a correre se sei stato con il culo sul divano a guardare la televisione per sei mesi di fila, e anche se riuscissi ad andare a correre per la prima volta sarebbe difficilissimo farla diventare un’abitudine a causa della mancanza di concentrazione e forza di volontà.

Quante volte tu ed io ci siamo messi in testa di cambiare drasticamente la nostra vita a Capodanno e puntualmente ogni anno arrivati al 7 di gennaio ci dimenticavamo completamente dei nostri obiettivi? Questo perché i cambiamenti che volevamo raggiungere erano troppo lontani dalla nostra realtà; la maniera più semplice di liberarsi del rimando cronico è di cominciare da dove ti senti più a tuo agio.

Il primo passo potrebbe essere alzarsi dal divano per raggiungere il frigo ed aprire una lattina di Coca-Cola o semplicemente uscire e camminare per 5 minuti; il punto è iniziare da qualcosa di realizzabile e che non ti scoraggi al solo pensiero, e di volta in volta aumentare gradualmente la difficoltà, devi metterti a disagio ogni giorno di più; il primo giorno correrai per 5 minuti, il secondo per sette e così via. Detto in parole povere, inizia a fare qualcosa, qualsiasi cosa, ma inizia.

SEI IN UN RELAZIONE CODIPENDENTE?

Hai mai notato quelle coppie che non riescono a fare nulla senza l’altro? appena uno dei due si allontana l’altro si sente incompleto; immaginano sempre come il proprio compagno stia per tradirli. In questi rapporti, invece di stimolarsi a vicenda e crescere insieme, si fa di tutto per impedire al proprio partner di diventare una persona migliore.

La paura ci fa fare delle cose veramente strane, come sabotare chi diciamo di amare. In questo caso è la paura di essere abbandonati la causa di questi comportamenti negativi. Per esempio, se in una coppia uno dei due fidanzati è sovrappeso e decide di voler dimagrire e si confida con il proprio compagno, cosa credi che lui o lei gli risponda? “O no amore, a me piace la pancetta che hai, ti prego, non dimagrire!”. In realtà dietro una risposta del genere si nasconde una bassa autostima e si nasconde la paura di perdere la persona che si ama perché si pensa che una volta che lui o lei avrà perso peso potrà trovare un compagno più attraente.

Il ragionamento dietro a un comportamento del genere è questo: se perdi peso potrai trovare qualcosa di meglio, quindi preferisco tenerti così e non aiutarti a migliorare. Ma, secondo me, non c’è cosa più egoista che si possa fare che scoraggiare qualcuno dal migliorare se stesso a causa delle proprie paure. Se ogni volta che ti confidi con il tuo partner riguardo a qualche aspetto della tua vita che vuoi cambiare ed ogni volta ti senti dire di come non funzionerà, di come non ce la farai o di come tu vai bene già così come sei, forse sarebbe il caso di iniziare a farsi due domandine.

In una relazione sana entrambi gli individui sono completi e non hanno bisogno dell’altra metà per sentirsi compiuti; solamente in una relazione in cui tutte e due le parti non hanno il bisogno di essere completati dall’altra metà, può nascere un rapporto costruttivo che può migliorare e arricchire entrambi. Fino a quando uno dei due cercherà il completamento nell’altro sarà sempre presente nel rapporto la paura di essere abbandonato, e questa paura continuerà a causare miriadi di comportamenti da parte di entrambi che influenzeranno la relazione in maniera negativa.

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