Oggi voglio parlare di un libro che si chiama Mastery, che tradotto letteralmente dall’inglese significa maestria o padronanza. È stato scritto da George Leonard, che ovviamente non è il tipo del Grande Fratello. Mastery parla di cosa serve per diventare un maestro, ovvero un professionista in qualsiasi ambito, e dei comuni errori che facciamo durante il processo di apprendimento di nuove abilità.

CI VUOLE TEMPO

Circa 5 anni fa ho cercato di imparare a suonare la chitarra, ma dopo poco tempo ho abbandonato la mia idea di diventare il prossimo Jimmy Hendrix. Credevo di poter trasformarmi in un maestro della chitarra in una settimana o due. E questo è proprio uno dei maggiori problemi che abbiamo quando cerchiamo di imparare qualcosa di nuovo, crediamo nell’esistenza di una pillola magica; crediamo di poter diventare bravi all’istante; questo perché siamo costantemente bombardati da pubblicità che ci fanno credere l’opposto su ciò che richiede davvero avere successo.

Sono sicuro che anche te navigando su Internet hai incontrato il pop-up del tizio che cerca di convincerti che lui è capace di guadagnare 500 euro al giorno stando comodamente seduto sul divano. E la cosa triste è che molti di noi credono in questa stronzata. I pubblicitari sanno perfettamente che prodotti con titoli accattivanti vendono molto di più; sanno che molti di noi preferiscono comprare una pillola che dice di poter farci dimagrire senza fare un cazzo. Immagina qualcuno che cerca di venderti un qualcosa dicendoti che per dimagrire devi esercitarti, devi muovere il culo, devi sudare e controllare la tua dieta, ovviamente un prodotto così non lo comprerebbe nessuno.

FORTUNA E TALENTO SONO SOPRAVVALUTATI

Fino a qualche anno fa quando incontravo qualcuno con il portafoglio pieno di soldi o che andava in giro con il Ferrari oppure che era un fenomeno a disegnare o a suonare la chitarra, dicevo che erano solamente fortunati o che avevano talento. Ma spiegare il successo così è altamente controproducente, perché, in pratica, stavo affermando che se non avessi avuto talento o fortuna, non potevo migliorare la mia situazione; in realtà chiunque può diventare un professionista in qualsiasi ambito.

La fortuna e il talento non sono la causa principale di chi ha successo, è facilissimo dire “quello ha solo talento o è solo fortunato”. In realtà i risultati esterni di una persona sono come la schiuma che si forma sopra la birra, c’è molto di più sotto. Infatti, quando dici che qualcuno è fortunato non puoi vedere le ore di pratica infinita che ci sono dietro; non vedi gli sforzi e i continui fallimenti che bisogna superare per raggiungere i propri obiettivi. Quindi, dovremmo assolutamente smettere di spiegare il successo con la fortuna o con il talento.

I PLATEAU

La terza idea è che durante il processo di apprendimento incontreremo vari plateau nel nostro percorso. Quando sono andato a Londra ed ho cominciato a lavorare come barman, inizialmente è stato difficilissimo, è stata forse una delle cose più complicate che abbia fatto nella mia vita; non sapevo da dove iniziare, ero completamente impacciato, per fare dei cocktail semplicissimi ci mettevo un’eternità, e più di una volta ho pensato di mollare tutto e tornarmene a casa, perché anche se stavo praticando da un po’ non sembravo assolutamente migliorare.

Avevo dei problemi perché stavo imparando qualcosa di nuovo, che non avevo mai fatto, non sapevo che stavo incontrando i primi plateau. Ora che cosa vuol dire sta parola strana?

Semplicemente il plateau è un periodo di tempo in cui nonostante ti stia sforzando a praticare, non vedi nessun miglioramento apparente.

Il 99% delle persone non è al corrente di questo fattore e perciò abbandonano qualsiasi cosa vogliano imparare dopo i primi giorni, perché non vedono miglioramenti veloci. C’è questa idea nella nostra società per cui crediamo che l’apprendimento sia costituito da un progresso continuo e costante, in realtà è l’esatto opposto: per migliorare dobbiamo affrontare continuamente dei plateau e continuare a praticare nonostante non vediamo miglioramenti apparenti, perché dopo abbastanza tempo e pratica ci accorgeremo di aver fatto un piccolo passo in più verso dove vogliamo arrivare.

PRATICA + TEMPO = SUCCESSO

I due ingredienti principali per imparare nuove abilità sono pratica e tempo: infatti, in media, per poter diventare un professionista capace di competere a livello mondiale, bisogna praticare nel proprio ambito per circa 10000 ore, che equivalgono a poco più di un anno. Questo vuol dire che se, per esempio, vuoi diventare un disegnatore di fama mondiale, devi passare complessivamente un anno seduto a praticare e a disegnare; devi dover superare la voglia di abbandonare più volte il tuo sogno; devi dover superare i costanti fallimenti che si presenteranno sul tuo percorso.

Ovviamente, possiamo concentrarci su qualcosa per così tanto tempo solamente se ne siamo appassionati e se amiamo quello che stiamo facendo, ed è per questo che è praticamente impossibile eccellere in ambiti che odiamo, dovremmo imparare a praticare solamente per la gioia di farlo senza pensare costantemente a quando inizieremo ad avere dei risultati. L’equazione per eccellere in qualsiasi ambito è pratica + tempo= successo, e chiunque cerchi di farti credere il contrario è solamente perché sta cercando di venderti qualcosa.

Queste erano le 4 idee principali che mi hanno colpito leggendo Mastery. Grazie ragazzi per avermi ascoltato, e se il video è stato utile, mi raccomando, condividetelo con i vostri amici, e ricordatevi anche di iscrivervi al nuovo canale di Youtube che ho appena aperto per vedere altri video come questo che caricherò nei prossimi giorni. Alla prossima!

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