IL POTERE DELLE ABITUDINI

Prima di poter essere in grado di migliorare le nostre abitudini, dobbiamo comprendere la ragione per cui esistono e il meccanismo che ne causa la nascita.

Il nostro cervello si affida alle abitudini per poter risparmiare energia. Le ricerche hanno dimostrato che quando ci troviamo ad agire in modo abituale, l’attività del cervello diminuisce di molto; In pratica, la nostra mente entra in modalità pilota automatico.

È questa la ragione per cui quando devi tornare a casa dopo il lavoro, non pensi alla strada da adottare. Oppure, per cui questa mattina appena alzato sei andato a preparare la colazione senza nemmeno pensarci.

Immagina quanto sarebbe faticoso, se dovessimo controllare coscientemente ogni nostra singola azione. Sarebbe un immane spreco di energia mentale. Ovviamente, questo processo di scelta inconscia è un’arma a doppio taglio, perché, come ben sappiamo, le nostre abitudini possono essere anche negative.

È per questo che, a volte, continuiamo a fare delle scelte, nonostante sappiamo che siano sbagliate. La ragione per cui continui a mangiare i dolci che ti sei ripromesso di evitare è che il tuo cervello entra in modalità automatica. Infatti, non scegli in modo conscio di mangiare il dolce, è il tuo cervello che sceglie al tuo posto, adottando un’abitudine di già molto rafforzata.

IL CIRCOLO DELL’ABITUDINE

Il meccanismo di scelta automatico è composto da un processo chiamato circolo dell’abitudine che può essere diviso in tre parti.

“La prima parte del circolo dell’abitudine è un segnale che dice al cervello di entrare in modalità automatica. Poi c’è la routine, che può essere fisica, emotiva o mentale. E Infine c’è la gratificazione, in base alla quale il nostro cervello decide se vale la pena di memorizzare una certa routine.”

Per esempio, il segnale che attiva l’abitudine di controllare continuamente notizie su Facebook è la noia. Mentre la routine è prendere il telefono e accedere a Facebook. Invece, la gratificazione è la stimolazione delle proprie emozioni.

Prendere il telefono e accedere a Facebook quando ci si sente annoiati è un’abitudine automatica difficile da controllare.

È importante sottolineare, però, che segnale e gratificazione possono variare per ognuno di noi. Ovvero, le persone possono avere la stessa abitudine per ragioni completamente diverse.

Ogni volta che mettiamo in atto un’abitudine, quando fumiamo una sigaretta, prepariamo la colazione, o ci laviamo i denti “il controllo passa alla parte del cervello più antica e primitiva, mentre la parte conscia e più evoluta smette di lavorare, oppure si rivolge ad altri compiti.” Perciò bisogna fare uno sforzo consapevole per liberarsi da qualsiasi routine negativa, altrimenti il circolo dell’abitudine si riattiverà automaticamente

Possiamo solamente sostituire un’abitudine negativa con una positiva. Infatti, ogni abitudine che apprendiamo rimane codificata nella parte primitiva del nostro cervello.

 “E questo è un vantaggio enorme, perché sarebbe terribile se dovessimo imparare di nuovo a guidare dopo ogni vacanza. Il problema è che il cervello non sa distinguere fra abitudini buone e abitudini cattive, e una cattiva abitudine sarà sempre lì in agguato, in attesa dei segnali e delle gratificazioni giuste.”

COME CAMBIARE LE ABITUDINI NEGATIVE

Essere al corrente del circolo dell’abitudine è il primo passo per sostituire un’abitudine negativa con un’abitudine positiva.

Nel libro viene fatto l’esempio di una ragazza di nome Mandy, che aveva l’abitudine negativa di mangiarsi le unghie. Con l’aiuto di un terapista Mandy riuscì a liberarsi dal suo fastidioso comportamento.

Analizzando il circolo dell’abitudine Mandy scoprì che il segnale che scatenava la routine era una sensazione di tensione sulle sue dita. Invece, la gratificazione era la stimolazione fisica causata dal mordersi le unghie. Dopo aver compreso il bisogno alla base della routine Mandy era pronta a cambiare.

Il terapeuta insegnò a Mandy la cosiddetta “risposta concorrente”. Quando avvertiva la tensione sulle dita doveva impegnarsi a fare qualcosa che gli impedisse di portarle alla bocca. Per esempio, poteva chiudere i pugni, oppure mettersi le mani in tasca. Poi doveva individuare un’azione che le avrebbe garantito la stessa gratificazione fisica del mangiarsi le unghie, come toccarsi il braccio o tamburellare con le nocche sulla scrivania. Il segnale e la gratificazione rimasero immutati, ma la routine negativa venne rimpiazzata con una routine positiva.

Il processo per sostituire qualsiasi abitudine negativa con una abitudine positiva ha quattro fasi:

  1. Identificare la routine.
  2. Identificare il bisogno alla base della routine.
  3. Identificare il segnale che scatena la routine.
  4. Individuare un’abitudine positiva che possa offrire la stessa gratificazione dell’abitudine negativa.

“Modificare certe abitudini può essere più difficile. Ma questo modello è un punto di partenza. Qualche volta il cambiamento richiede molto tempo. Qualche volta richiede ripetuti esperimenti, e va incontro a diversi fallimenti. Ma quando capiamo come funziona un’abitudine – quando riusciamo a diagnosticare il segnale, la routine e la gratificazione – allora abbiamo gli strumenti per dominarla.”

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