I Sei Pilastri Dell’Autostima di Nathaniel Branden è un libro fondamentale per aumentare la propria autostima e costruire un rapporto sano con se stessi.

VIVERE CONSAPEVOLMENTE

Il primo pilastro dell’autostima è vivere consapevolmente. Vivere consapevolmente vuol dire essere consapevole dei motivi e delle conseguenze delle nostre azioni; vuol dire analizzare i nostri obiettivi ed i nostri valori per essere certi che siano davvero i nostri e non obiettivi e valori imposti da influenze esterne, come, per esempio, dalla nostra famiglia;  vuol dire chiedermi perché mi sto iscrivendo all’università; vuol dire chiedermi perché non sto seguendo le mie passioni; vuol dire chiedermi perché mi sto comprando una macchina che non posso permettermi; vuol dire chiedermi cosa succederà se continuerò mangiando schifezze; vuol dire chiedermi perché mi sto sposando con una persona che non amo davvero. Tuttavia, anche se sappiamo che dovremmo fare delle scelte diverse, spesso continuiamo ad autolesionarci, e, di conseguenza, a diminuire la nostra autostima. Essere consapevoli non è abbastanza; dobbiamo agire per cambiare positivamente gli aspetti della nostra vita che non consideriamo soddisfacenti.

L’ACCETTAZIONE DI SÉ

Il secondo pilastro è l’accettazione di sé. Per accettare se stessi bisogna accettare il proprio corpo, ma anche le azioni, i pensieri e le emozioni; ed è più che semplicemente ammettere o essere al corrente, è vivere appieno le proprie scelte. Molti credono che accettare sia un sinonimo di accontentarsi; invece, è una condizione indispensabile per poter migliorare, perché è impossibile imparare da un errore che si rifiuta di riconoscere come il proprio. Non posso superare una paura che non ammetto esista; non posso cambiare dei comportamenti che mi rifiuto di riconoscere; non posso perdonare me stesso per un’azione che mi rifiuto di ammettere come mia. Per esempio, se non ho amici e mi sento solo, non riuscirò a conoscere nuove persone fino a quando non accetterò di sentirmi solo. Una parte di me stesso può anche non piacermi, ma devo accettare la realtà per quello che è per poter migliorare; ignorare e negare la realtà dei fatti ci impedisce di poter cambiare.

IL SENSO DI RESPONSABILITÀ

Il terzo pilastro è il senso di responsabilità. Per vivere una vita bilanciata bisogna avere un senso di controllo sulla propria esistenza, e questa è una cosa che personalmente ho sempre fatto. Ho avuto tante abitudini negative in passato, però mi sono sempre preso le mie responsabilità in tutto quello che facevo; ho sempre saputo che se andavo male ad un’interrogazione era perché non avevo studiato abbastanza; mentre molti dei miei compagni cercavano di dare colpe ai professori, io mi prendevo le mie responsabilità; ho sempre saputo che se non ero felice era per colpa mia; ho sempre saputo che nessuno avrebbe realizzato i miei sogni per me e che se volevo realizzarli avrei dovuto lavorare sodo. Chi è ancora immaturo crede che spetti a qualcun’altro dover realizzare la propria felicità. Prendersi la responsabilità della nostra felicità ci permette di poter controllare il corso della nostra vita. Ogni volta che accusiamo dei fattori esterni a noi stessi per quello che ci succede, l’autostima ne risentirà sempre.

Esempio di qualcuno non responsabile.

L’AUTOAFFERMAZIONE

Il quarto pilastro è l’autoaffermazione. Se crediamo che sia più favorevole passare inosservati che distinguersi, e se condividiamo delle idee e dei valori semplicemente per essere accettati anche quando, in realtà, i nostri pensieri sono completamente differenti, la nostra autostima diminuirà. In passato ogni volta che non ero d’accordo con qualcuno facevo finta di esserlo pur di evitare di discutere, ma quando non esprimevo le mie idee mi sentivo a disagio con me stesso perché inconsciamente stavo affermando che la mia opinione non era importante. Molti credono che il loro punto di vista non abbia valore perché da piccoli sono stati influenzati nel credere che quello che pensavano o sentivano non fosse importante. Tuttavia, anche opporsi a quello che si reputa ingiusto, solamente per il gusto di farlo, è segno di bassa autostima. Dobbiamo imparare ad esprimere le nostre idee perché abbiamo una genuina volontà di migliorare e contribuire. Autoaffermazione vuol dire rispettare ed esprimere quello che si desidera, quello che si vuole e quello in cui si crede, ovviamente sempre rispettando gli altri; la base dell’autoaffermazione è pensare per se stessi e difendere il proprio pensiero. Vuol dire affermare il proprio diritto di esistere e di vivere.

LA NECESSITÀ DI AVERE UN OBIETTIVO

Il quinto pilastro è la necessità di avere un obiettivo. Vivere una vita senza obiettivi equivale a lasciarne il controllo alla fortuna, perché sarebbe impossibile scegliere adeguatamente tra le mille possibilità che ci si presentano di fronte; inoltre, senza obiettivi non abbiamo dei criteri sui quali basare le nostre azioni: quindi, rimanere a letto a dormire per una giornata intera non avrebbe un valore diverso rispetto ad andare a lavoro. In questo scenario viviamo come foglie al vento, viviamo aspettando che qualcosa accada; ma per avere controllo della nostra vita dobbiamo sapere cosa vogliamo e dove vogliamo arrivare. Sono i nostri obiettivi che ci spingono a migliorarci e che ci costringono a sviluppare appieno le nostre capacità e che ci riempiono di energia. Tuttavia, non dobbiamo confondere i risultati esterni che otteniamo come una causa per la nostra autostima, sarebbe controproducente: basta vedere i tanti esempi di persone famose che hanno successo esternamente ma non hanno una vita felice.

L’INTEGRITÀ PERSONALE

Il sesto pilastro è l’integrità personale. Quando ci comportiamo seguendo i nostri valori siamo in pace con noi stessi; invece, quando facciamo il contrario perdiamo il rispetto che abbiamo ai nostri occhi. E se tradire quello in cui crediamo diventa un’abitudine, smettiamo completamente di fidarci di noi stessi: per esempio, a questo punto del mio sviluppo personale conosco chiaramente i valori e le abitudini che reputo importanti per raggiungere i miei obiettivi, ma a volte mi capita di sprecare ore ed ore in attività che so perfettamente non essere utili per la mia crescita, come guardare la televisione o guardare video demenziali su Facebook; ovviamente, quando succede mi pento di aver passato così tanto a fare qualcosa di inutile, ma la mia coscienza mi condanna per aver fatto una cosa che sapevo perfettamente non avrei dovuto, e, perciò, la mia autostima ne risente; quindi, dovremmo rispettare i nostri valori il più possibile per aumentare la nostra autostima.

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Se, però, i valori sui quali basiamo le nostre azioni ci conducono ad infliggere sofferenza a noi stessi e a chi ci sta intorno, ovviamente dovremmo rivedere attentamente quello in cui crediamo.

Questi erano i sei pilastri dell’autostima. Ma ricorda che aumentare la propria autostima è un processo e questi sei pilastri non sono semplicemente delle nozioni o dei concetti, ma sono delle pratiche che ognuno di noi dovrebbe far diventare delle abitudini per poter avere un rapporto sano con se stesso.

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