L’impegno conta il doppio

La grinta è una delle caratteristiche più ricorrenti nelle persone che raggiungono grandi traguardi, in qualsiasi ambito della vita. Infatti, per avere successo c’è bisogno di tempo. Non giorni, non mesi, ma anni. È grazie alla grinta che è possibile riuscire a concentrare i propri sforzi per un periodo così prolungato di tempo. Riuscita

Nella nostra società sottovalutiamo il ruolo dell’impegno, dando troppa importanza al talento. Quando guardiamo una performance di un campione in TV, non siamo in grado di percepire il grande lavoro che si nasconde dietro a un’esibizione, a volte, di pochi minuti. È così che commettiamo l’errore di spiegare il successo soprattutto attraverso il talento.

In realtà, l’impegno conta il doppio del talento ed è possibile dimostrarlo attraverso due semplici equazioni. Il talento moltiplicato per l’impegno equivale all’abilità, a sua volta l’abilità moltiplicata per l’impegno equivale alla realizzazione dei propri obiettivi.

Queste equazioni spiegano perché, a volte, gli studenti con un grande quoziente intellettivo prendano voti peggiori di studenti che non hanno qualità innate, ma che invece si impegnano molto di più. Oppure perché atleti dal talento immenso, non raggiungano tutto ciò che potrebbero. Infatti, una cosa è il nostro potenziale un’altra ciò che ne facciamo.

Il talento è attraente perché è più semplice spiegare il successo attraverso un singolo evento, ma in realtà come dice Angela Duckworth “I risultati più straordinari sono la combinazione di innumerevoli elementi singoli, ciascuno dei quali è di per sé del tutto ordinario.”

Questa, ovviamente, è un’ottima notizia perché vuol dire che possiamo sopperire alla mancanza di talento con la grinta e con l’impegno.

Come aumentare la grinta

Dopo aver intervistato migliaia di persone di successo negli ambiti più disparati, Angela Duckworth ha individuato quattro risorse psicologiche ricorrenti che contribuiscono allo sviluppo della grinta e al superamento degli ostacoli e dei pensieri negativi più comuni che ci fanno gettare la spugna.

1. Interesse profondo

La prima risorsa è lo sviluppo di un interesse profondo nelle attività che scegliamo di perseguire per aiutarci a superare le interminabili ore di pratica necessarie per realizzare i nostri obiettivi.

Purtroppo abbiamo delle aspettative poco realistiche sul processo necessario per trovare la propria vocazione. Innanzitutto, l’innamoramento per una professione non avviene all’istante, ma per scoprire tutte le sfaccettature di un determinato argomento ci vuole tempo.

Le persone che finiscono per amare il proprio lavoro, il più delle volte, all’inizio della loro carriera non hanno la più pallida idea che ciò che stanno facendo diventerà una vera e propria passione. Inoltre, bisogna fare diversi esperimenti e commettere varie errori. Infatti, possiamo scoprire quali siano i nostri reali interessi solamente attraverso l’interazione con il mondo e non attraverso l’introspezione.

La cosa più importante da ricordare è che la passione non nasce di colpo, ma va coltivata e sviluppata attivamente.

2. Desiderio persistente

La seconda risorsa è lo sviluppo di un desiderio persistente di fare sempre meglio. Kaizen è un termine giapponese che significa letteralmente “miglioramento continuo”. Le persone che hanno una grinta fuori dal comune sono convinte che valga la pena fare degli sforzi nel presente per migliorare il proprio futuro.

Tuttavia, qualunque abilità vogliano migliorare, si esercitano praticando deliberatamente, ovvero, allenano coscientemente e precisamente gli aspetti dove sono più carenti.

3. Scopo altruistico

La terza risorsa è lo sviluppo di uno scopo altruistico. Infatti, la grinta è correlata alla volontà di contribuire al benessere altrui. Se vuoi raggiungere un obiettivo solo per trarne vantaggi personali, la tua motivazione non sarà stabile, sarai più propenso a gettare la spugna in momenti di difficoltà.

Se, invece, vuoi arricchire la vita degli altri attraverso il tuo lavoro, sarai meno incline a perdere motivazione, e più propenso a superare problemi all’apparenza insormontabili.

Non importa quale sia la nostra professione, possiamo sempre avere uno scopo altruistico ben chiaro. Nel libro c’è un esempio che spiega perfettamente questo concetto:

A tre muratori viene chiesto: “Cosa state facendo?”

Il primo risponde: “Tiro su un muro.”

Il secondo risponde: “Costruisco una chiesa.”

Il terzo risponde: “Costruisco la casa del signore.”

Il primo muratore ha un mestiere, il secondo una carriera, il terzo una vocazione.

4. Mentalità di crescita

La quarta risorsa è lo sviluppo di una mentalità di crescita, ovvero, la convinzione che i nostri sforzi possano migliorare la nostra situazione, che il nostro destino non sia immutabile a causa di fallimenti precedenti, che nonostante possiamo cadere sette volte, possiamo rialzarci otto volte.

Questo approccio è diverso dalla speranza comune, infatti, non sono fattori esterni che influenzano i nostri risultati, come un colpo di fortuna, bensì le nostre stesse azioni.

Citando Angela Duckworth: “Una mentalità fissa circa le attitudini conduce a spiegazioni pessimistiche delle avversità, cosa che a sua volta spinge ad arrendersi di fronte alle sfide, o a evitarle in partenza, mentre una mentalità di crescita porta a spiegare le avversità in maniera ottimistica, il che conduce a perseverare e a cercare nuove sfide, che infine renderanno più forti.”

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