IL SUCCESSO LASCIA DEI PRECISI INDIZI

L’idea principale di “Come ottenere il meglio da sé e dagli altri” è che chiunque può raggiungere il successo. Infatti, il successo non è casuale. Il successo lascia dei precisi indizi. Le persone che ottengono risultati eccezionali, in qualsiasi ambito, adottano dei comportamenti specifici che causano dei risultati specifici. Perciò, il successo può essere replicato, identificando ed adottando i comportamenti che ne sono la causa.

“Tutti siamo dotati della stessa neurologia, per cui se qualcuno può far qualcosa in questo mondo, anche tu puoi farlo, a patto che faccia funzionare il tuo sistema nervoso esattamente allo stesso modo. Il processo consistente nello scoprire specificamente che cosa fanno le persone per produrre un particolare risultato è detto modellamento, ovvero ricalco di un modello.”

Per esempio, se vuoi raggiungere la libertà finanziaria, sarebbe una buona idea studiare le biografie di persone che lo hanno già fatto, o ancora meglio, trovare un mentore da cui tu possa imparare in prima persona. Quali sono i pensieri, le credenze e le abitudini di una persona ricca? Adottando gli stessi comportamenti, e mettendoli in pratica, otterrai gli stessi risultati.

“Se un uomo e una donna erano felicemente sposati da venticinque anni e continuavano a sentirsi innamoratissimi l’uno dell’altro, potevo scoprire quali azioni avevano compiuto, quali erano le credenze cui si doveva quel risultato, e avrei potuto fare mie quelle azioni e quelle credenze, ottenendo risultati simili nei miei rapporti con gli altri.”

LA MAPPA NON È IL TERRITORIO

Un’altra idea fondamentale del libro, e della P.N.L., è che la mappa non è il territorio. Ovvero, la nostra percezione della realtà, non importa quanto possa essere accurata, non rappresenterà mai perfettamente la realtà di per sé.

“La rappresentazione interna non è l’esatta riproduzione dell’evento: ma è soltanto un’interpretazione filtrata attraverso specifiche credenze, atteggiamenti e valori personali.”

La tua mappa può solamente rappresentare il territorio in modo fedele, ma non potrà mai diventare il territorio. Non esistono credenze che siano completamente vere. Possiamo solo dividere le credenze in credenze potenzianti, che possono aiutarci a raggiungere ciò che vogliamo, ed in credenze limitanti, che ci impedisco di raggiungere ciò che vogliamo.

“Non sappiamo se le nostre credenze sono vere o false. Ciò che tuttavia possiamo sapere, è se funzionano, se in altre parole sono dei validi sostegni, se arricchiscono la nostra esistenza, se ci rendono migliori, se sono di aiuto a noi e ad altri.”

La nostra mappa influenza il modo in cui percepiamo la realtà, influenza i nostri pensieri, le nostre credenze, le nostre emozioni, le nostre azioni, le nostre abitudini ed infine i nostri risultati. Wayne Dyer dice che “Quando giudichi gli altri, non definisci loro, ma definisci te stesso.” Ciò vuol dire che i tuoi giudizi non sono altro che un’espressione della tua mappa, un’espressione di te stesso.

Per esempio, se credi che “Non ci si può fidare di nessuno” che “tutti sono egoisti” è facile prevedere che tipo di rapporti tu possa avere con gli altri.

D’ora in avanti, ti consiglio di percepire le tue credenze come dei veicoli che ti possono portare solamente fino ad un determinato punto, fino ad un determinato livello di successo. Devi essere in grado di cambiare le tue vecchie credenze, per delle nuove credenze più efficaci che ti aiutino a raggiungere ciò che vuoi.

Se non cambi ciò in cui credi, non puoi migliorare la tua vita. Non puoi arrivare alla tua destinazione con una macchina che sta cadendo a pezzi, perché ti lascerà a piedi dopo qualche chilometro.

“Bisogna scoprire le convinzioni che ti portano là dove vuoi arrivare. Se le tue convinzioni non ti ci portano, devi buttarle a mare e tentare un’altra strada.”

Quindi il primo passo verso il successo è adottare una rappresentazione del mondo che ti aiuti a raggiungere ciò che vuoi.

“La chiave per ottenere i risultati che si desiderano consiste dunque nel rappresentarsi le cose in modo da porsi in uno stato a tal punto produttivo, da avere la potenzialità di compiere azioni del tipo e della qualità che assicurano i risultati desiderati. Non riuscirci, significa di norma anche non riuscire nel tentativo di raggiungere ciò che si desidera o, nella migliore delle ipotesi, compiere un tentativo poco convinto, che produrrà risultati dello stesso genere”

LA RICONTESTUALIZZAZIONE O REFRAMING

Nella PNL il rappresentarsi le cose in modo da porsi in uno stato produttivo viene chiamato ricontestualizzazione, o reframing.

Per esempio, due persone, che a causa di un incidente, sono destinate a vivere sulla sedia a rotelle possono reagire in modi completamente opposti allo stesso avvenimento. La prima percepisce l’incidente come una disgrazia che ha distrutto la sua vita, e affoga la sua disperazione nell’alcool.

La seconda percepisce l’incidente come un’opportunità per aiutare altri individui a superare il suo stesso trauma, decidendo di scrivere un libro a proposito delle sue esperienze. La seconda persona ha ricontestualizzato un evento apparentemente negativo donandogli un significato positivo.

“Nulla al mondo ha un significato implicito; le nostre sensazioni e il nostro agire dipendono dalla percezione che ne abbiamo. Un segnale ha significato solo nella cornice o contesto in cui lo percepiamo. La sfortuna è un punto di vista.”

Ogni avvenimento negativo nella tua vita può essere ricontestualizzato donandogli un significato positivo, così da poterti porre in uno stato produttivo. Hai mai ascoltato questa frase?

“Due uomini guardano attraverso le sbarre della cella: uno vede il fango, l’altro una stella.”

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