Ciao ragazzi, oggi voglio parlare del processo che uso per avere nuove idee. Questo processo lo può attuare chiunque per avere un’infinità di ottime idee. Quando mi siedo per lavorare ad un nuovo pezzo, le prime ore sono le più difficili, fatico a scrivere parole e frasi che esprimano adeguatamente quello che penso, e la possibilità di smettere e fare qualcosa di più piacevole mi passa più di una volta per la testa.

Perché avere passione non vuol dire necessariamente che la pratica sia facile e divertente, ma riesco a superare i primi momenti di blocco perché so perfettamente che se continuo scrivendo, le parole adatte inizieranno ad arrivare. Inizialmente è un processo faticoso e fastidioso, ma più accetto il fatto che fa parte del gioco, più il mio lavoro diventa agevole e le parole iniziano a fluire una dietro l’altra.

È come se la mia mente si espandesse ed iniziassi ad avere nuovi tipi di pensieri. Questo accade perché le mie emozioni sono cambiate, ovvero mi sento meglio, e conseguentemente anche i miei pensieri sono migliorati, quindi il processo creativo è proattivo, ovvero viene fatto accadere. Una volta che le mie emozioni sono cambiate, entro in uno stato mentale completamente differente, sono totalmente concentrato, e a volte posso scrivere per ore ed ore; e quando mi accorgo che sto facendo un ottimo lavoro, credo di più in me stesso come scrittore, e più scrivo, più scrivo bene; più scrivo bene, più credo in me stesso; e più credo in me stesso, più le mie emozioni migliorano e più scrivo bene.

A questo punto entro in uno stato dove credo profondamente in quello che sto facendo, e inizio a pensare a tutti i modi diversi in cui posso migliorare; inizio a pensare a come posso influenzare il mondo ed a ciò che posso offrire; visualizzo me stesso mentre raggiungo tutti i miei obiettivi, e quando sono in questo stato alterato di coscienza niente mi sembra impossibile.

Questo processo avviene in un periodo molto lungo, solitamente quando sono concentrato a scrivere per un lasso di tempo che va dalle sette alle dieci ore. Una volta che ho finito di scrivere e vedo di fronte a me il mio articolo, credo ancora di più nelle mie capacità perché ora ho qualcosa di tangibile di fronte a me, e posso vedere che ho creato letteralmente dal nulla.

A questo punto in una giornata normale sarebbe ora di andare a dormire, e in passato, una volta raggiunto questo stato di coscienza altamente differente, mi mettevo a letto; ma andare a dormire era la cosa più stupida che potevo fare perché non c’era assolutamente verso per cui riuscivo ad addormentarmi. Continuavo ad avere idee e pensieri perché la mia mente stava riprogrammando se stessa su cosa credevo fosse possibile e cosa no. Quando ormai era già mattina mi addormentavo, e tutte le idee ed i pensieri che avevo avuto durante la notte svanivano, perché non ero più nello stesso stato di coscienza, dimenticavo il 99% di tutto quello che avevo pensato e sprecavo un’opportunità immensa.

Dopo aver dimenticato centinaia di idee ho imparato la lezione, ed ora ogni volta che entro in un stato creativo non importa quanto sia stanco o quante ore sono che non dormo, prendo un quaderno ed una penna ed inizio a scrivere qualsiasi cosa mi passi per la testa. Personalmente mentre scrivo le mie idee mi piace ascoltare della musica, mi aiuta a rilassarmi. Inoltre, se non scrivo velocemente quello che sto pensando, me ne dimentico, per questo cerco di seguirne il flusso, altrimenti mi perderei tra i mille pensieri che sto avendo.

La maggior parte delle idee che ho sono semplicemente schizzi, però spesso mi capita di lavorare su un’idea per ore e di riempire un quaderno interno di note e di appunti su una singola idea. Finché non scrivo tutto ciò che penso non c’è verso di andare a letto ed addormentarmi, è come se fossi posseduto, sembra come se le idee avessero una volontà propria e volessero nascere e trasformarsi in realtà. Quando lavoro in questo stato di coscienza le idee hanno una qualità diversa, i miei lavori sembrano prendere vita.

Spesso mi capita di rimanere sveglio complessivamente dalle 30 alle 48 ore, ed in questo lasso di tempo non è difficile riuscire a riempire un quaderno di note. Questo significa che lavorando e sviluppando i miei appunti posso ripetere il processo, questo non capita sempre ma capita più spesso di quello che pensi. La qualità delle idee che solitamente ho seguendo questo processo è ottima ma non è geniale.

Per avere delle idee geniali, parlo di idee che possono rivoluzionare il modo in cui vediamo il mondo, analizzando la storia di geni come Newton, che pose le basi per la nostra attuale scienza quando aveva 45 anni, oppure Einstein che formulò la teoria della relatività generale all’età di 36 anni, possiamo vedere che bisogna lavorare nel proprio ambito per circa 10, 20 anni o anche più ,sempre scoprendo e migliorando un piccolo tassello dell’ambito in cui si sta lavorando.

Ora, ovviamente, ci sono eccezioni, ma diversamente da quanto si crede, la maturità creativa arriva proprio in età avanzata, quando ormai si è sviluppata una padronanza profonda del proprio ambito. Idee di questo calibro non avvengono per caso, i geni seguono questo processo, inconsciamente o consciamente. Per esempio, anno dopo anno, scoperta dopo scoperta, avendo idee collegate una all’altra che spiegavano una piccola percentuale in più dell’universo, Einstein è stato capace di arrivare alla sua famosa equazione che ha lasciato in eredità all’umanità. Ora la domanda è: cosa decideremo di lasciare in eredità all’umanità io e te?

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