DIVENTA IMPRENDITORE DI TE STESSO GRAZIE AL DIGITAL

“La prossima volta che vedi qualcuno online e pensi che sia un imbecille, fermati un secondo a pensare, pensaci due volte, perché, se non stai capendo esattamente dove sta andando a parare, forse l’imbecille sei tu.”

Il più importante messaggio che Marco condivide nel libro e nei suoi video è che ognuno di noi, non importa quale professione faccia, può costruire una community online e diventare imprenditore di sé stesso.

Per esempio, se fai il fumettista potresti iniziare a condividere i tuoi disegni online, potresti fare video registrando la creazione dei tuoi disegni, potresti dare lezioni di disegno.

Oppure, se fai lo psicologo potresti iniziare a fare video informativi che aiutino in qualche modo le persone che ti seguono. In poche parole, ci sono un’infinità di modi, qualunque sia la tua professione, in cui puoi creare la tua personale community e diventare imprenditore di te stesso.

Ed ora come ora c’è un vuoto assoluto online, in questo tipo di professioni, perché nonostante tutti questi anni la maggior parte della gente ancora non ha realizzato il potenziale incredibile dell’online.

IL LAVORO NON SI CERCA SI ATTRAE

Qualche giorno fa, ho scoperto una pagina Facebook fantastica di un ragazzo che fa il film-maker, la pagina si chiama Nas Daily, questo ragazzo ha creato una community di circa 500 mila persone, condividendo i video dei suoi viaggi.

Con tutte queste persone che lo seguono credete sia un problema per lui cercare lavoro? Ovviamente no, sono sicuro che, quasi, ogni giorno, riceva proposte lavorative o di collaborazione da un’infinità di aziende che sono rimaste affascinate, come me, dai suoi video.

Nel libro Marco riporta l’esempio di Federico Clapis, Federico ha costruito la sua personale community facendo video divertenti ed ora ha iniziato a parlare della propria arte e a promuovere le proprie opere online. Come puoi capire le opportunità sono infinite, ci sono migliaia di modi in cui puoi creare il tuo seguito on line, c’è solo una cosa però da tenere a mente ovvero…

DAI VALORE/GIVE VALUE

In queste ultime settimane, un sacco di gente ha iniziato a chiedersi come Codice Montemagno sia riuscito a diventare un fenomeno editoriale ed a diventare il best-seller su Amazon. In giro ho visto delle risposte che cercano di spiegare il successo del libro in modi alquanto bizzarri.

In realtà, la risposta è semplice ma molto meno affascinante di quanto possiate sperare, Marco si sveglia alle 5 di mattina ogni giorno, da ormai più di 18 mesi di fila, e registra un nuovo video che condivide con la sua community. Ed I video che Marco pubblica, in un modo o nell’altro aiutano o informano chi lo segue.

Dopo che Marco ha aiutato e informato, ogni giorno per 18 mesi di fila, le persone che lo seguono, senza mai chiedere nulla in cambio, non c’è da sorprendersi se quando ha pubblicato il proprio libro così tante persone non ci hanno pensato due volte a comprarlo.

Esempio opposto, Hai presente quando stai navigando su un sito internet che hai scoperto da 30 secondi e viene fuori un pop up che cerca di venderti un prodotto. Quante volte hai deciso di acquistare un prodotto che viene pubblicizzato in questo modo? Probabilmente zero!

Perché non hai ricevuto nessun tipo di valore in cambio. La maggior parte dei siti web e delle persone che vendono online vogliono semplicemente appiopparti qualcosa il più presto possibile, senza darti assolutamente nulla in cambio.

Ci sono un’infinità di modi in cui puoi dare valore alle persone.

Puoi intrattenerle, puoi informarle, puoi istruirle, e così via… l’importante è ricordare che bisogna arricchire in qualche modo chi visita il tuo sito web, il tuo blog, il tuo canale Youtube, la tua pagina Facebook perché altrimenti non andrai molto lontano come imprenditore di te stesso.

LAMENTARSI NON È MAI UNA STRATEGIA

“Lamentarsi non è mai una strategia. Puoi essere davvero la persona più sfigata del pianeta, non lo metto in dubbio, puoi avere la sfiga cucita addosso, ricamata a mano, in un pigiamino di rogna… In questo caso credimi, ci dispiace per te, we feel your pain. Ma questo, amico mio, non sposta di un millimetro la realtà dei fatti. Non ne uscirai lanciando palate di lamenti. Lamentarsi non è mai una strategia.”

Purtroppo in Italia, appena si parla di lavoro il 90% delle persone, dopo 5 secondi tira fuori l’argomento crisi, oppure si lamenta dei raccomandati o dei politici corrotti. Non voglio fare assolutamente il negazionista, ok in Italia è più difficile trovare lavoro, e allora? In Italia, è più difficile creare una start-up, e allora? In Italia c’è la crisi, e allora? In Italia ci sono raccomandati e politici corrotti, e allora?

Lamentarsi non migliora mai la situazione. Purtroppo, Siamo arrivati al punto dove la crisi è diventata una profezia auto-avverante. Ovvero, la gente è così convinta che sia impossibile avere successo in ambito lavorativo da non provare più a cambiare la propria situazione.

“L’unico pericolo della crisi è la tragedia che può conseguire al non voler lottare per superarla.”

NON ASPETTARE

“Non aspettare anni o decenni per partorire un’idea perfetta che poi diventa un progetto perfetto e che alla fine arriva sul mercato quando tutto sarà perfetto. Appena hai una roba che più o meno funziona, sbattila fuori e senti cosa dice il mercato.”

L’ostacolo più comune che previene le persone dal diventare imprenditori di sé stessi è la stronzata del “non sono ancora pronto.” Qualunque cosa tu voglia fare inizia oggi, non importa quanto piccolo sia il tuo primo passo, non importa se non hai abbastanza talento, non importa se ti mancano delle conoscenze tecniche. L’importante è iniziare a fare, a praticare, a sporcarsi le mani perché è l’unico modo in cui puoi imparare ciò che hai bisogno di imparare.

E non è scritto da nessuna parte che tu debba licenziarti per diventare imprenditore di te stesso. Infatti, non c’è nulla di sbagliato, nel fare un lavoro normale e nel tempo libero, portare avanti i tuoi progetti.

Non potete immaginare quante persone di talento conosco che continuano a ripetersi che non sono pronti. E, ogni giorno puntualmente vedo su internet persone meno brave di loro che hanno successo semplicemente perché fanno, perché si sporcano le mani. Se non fai, il talento te lo dai in faccia. Quelli che fanno, avranno sempre la meglio sulle persone che hanno talento ma continuano a rimandare.

“Sapete qual è il rimpianto numero uno delle persone diversamente giovani che sono al termine della loro esistenza e che vengono intervistate nei centri anziani? Non aver avuto il coraggio di fare quello che avrebbero davvero voluto. Ma allora, davanti a queste evidenze, perché continuiamo a tentennare e ad aspettare. Perché va bene riflettere, ponderare, ma aspettare all’infinito è da coglioni!”

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