La parola Advaita è un termine sanscrito. “Dvaita” vuol dire “Dualità”, il prefisso “a” in sanscrito serve per negare, perciò Advaita vuol dire “Non-dualità”. Vedanta, invece, significa “fine dei Vedas”, i Vedas sono le sacre scritture indiane, la fine dei Vedas comprende le Upanishad da cui l’advaita trae la gran parte dei propri insegnamenti.

L’Advaita Vedanta e La Non-Dualità

L’idea principale dell’advaita vedanta è che, in realtà, non esistono due cose, l’universo, tutto ciò che esiste, è costituito da una sola consapevolezza. L’Advaita Vedanta si differenzia da altre filosofie nate dai vedas perché considera l’esistenza non-duale.

La consapevolezza che costituisce l’universo si chiama Brahman. La tua consapevolezza individuale si chiama Atman. Tuttavia, l’Atman è uguale a Brahman. Puoi pensare all’Atman come ad una goccia nell’oceano, la goccia è l’oceano e l’oceano è la goccia.  

Adi Shankara, il filosofo più importante dell’Advaita Vedanta, spiega questa idea con una frase, che sembra un rompicapo, ovvero, “Brahman è reale, l’universo è irreale e l’universo è Brahman.” spiegato in modo semplice: l’unica cosa che esiste è Brahman; l’universo è irreale, quando lo separiamo in oggetti diversi fra loro, in realtà, non esistono confini, la Verità è senza confini; l’universo è Brahman, tu sei una parte dell’universo, perciò la tua consapevolezza non è altro che Brahman.

Moksha e L’Illuminazione Spirituale

Tutti sappiamo come i nostri desideri una volta materializzati non ci soddisfano per un lungo periodo. La nostra vita sembra essere un continuo susseguirsi di azioni che non portano un appagamento reale. Ci comportiamo in questa maniera perché crediamo di essere limitati e speriamo che l’oggetto dei nostri desideri ci completi. Tuttavia, esiste un solo desiderio che una volta realizzato, estinguerà ogni altro desiderio, ovvero, riconoscere te stesso come Brahman. Questa realizzazione si chiama “Moksha”.

Tutto ciò che percepiamo è Brahman, ma non siamo in grado di comprenderlo perché attribuiamo dei confini mentali alla realtà. L’universo è costituito da un singolo sostantivo, Brahman, che assume infinite forme.

Ciò Che è Reale è Brahman

Per esempio, l’oggetto a cui ci riferiamo con il termine macchina è costituito da varie parti che, a loro volta, sono costituite da altre parti. Da questo punto di vista, una macchina è relativamente vera, non assolutamente vera, perché non ha una realtà indipendente, è transitoria, prima o poi sarà demolita, e diventerà qualcos’altro, ma la sua essenza, ciò che la costituisce, è reale, è Brahman.

Questo insegnamento è valido per qualunque cosa tu possa percepire nell’universo. La parola “Mithya” descrive tutto ciò che non è reale di per sé, i nomi che attribuiamo alle cose, quindi non esistono davvero. Nominare, vuol dire separare, creare qualcosa che, in realtà, non esiste. Tutto ciò significa semplicemente che c’è qualcosa di fondamentale e immutabile, che accomuna tutto l’universo e questa cosa è Brahman, pura consapevolezza.

Secondo l’Advaita Vedanta esiste solo un problema nella nostra vita, l’incapacità di riconoscere l’universo e noi stessi come Brahman. Confondiamo ciò che è reale con le apparenze del mondo, crediamo di essere limitati, quando, invece, siamo illimitati. Il nostro obiettivo nella vita dovrebbe essere liberarci dalle limitazioni che percepiamo e realizzare la nostra natura senza confini.

Il processo attraverso il quale confondiamo ciò che è falso, Mithya, con ciò che è vero, la non-dualità dell’universo, si chiama “Adhyasa”, che è uno dei termini più importanti dell’Advaita Vedanta.

Gli Altri Non Esistono

Sembra, ovvio, che ognuno di noi abbia una consapevolezza separata dagli altri, ma, in realtà, gli altri non esistono, ovvero, Esiste un solo “Io” che assume infinite forme. A differenza di quanto comunemente crediamo, non siamo il nostro corpo o la nostra mente, bensì siamo la consapevolezza che è cosciente del nostro corpo e dei nostri pensieri, e questa consapevolezza è la stessa per ognuno di noi. Quando dici “io sono giovane” oppure “io sono vecchio” stai esprimendo degli attributi del tuo corpo, la tua consapevolezza, l’Atman non ha nessun attributo, può dire solamente “Io sono”. 

Tu Sei Quello

Il nostro corpo e la nostra mente, ovviamente sono destinati a morire, ma l’Atman è immortale ed eterno. Ogni paura, è, in realtà, paura della morte che nasce dall’incapacità di riconoscere la nostra vera natura come consapevolezza assoluta.

Secondo l’Advaita Vedanta, l’universo non è estato creato, è sempre esistito perché effettivamente non c’è davvero un universo, ma ci sono solo nomi e forme di Brahman. Il termine Maya, può essere tradotto in “illusione”, “irrealtà” o “magia”, ed, è il nome che viene dato alla “forza” o al “principio” che ci fa percepire il mondo in modo duale quando la realtà è non-duale.

Una delle frasi più note delle Upanishad è “Tat Tvam Asi” che significa “Tu sei Quello”. Chi sei essenzialmente è identico a Brahman, è questo l’insegnamento fondamentale dell’Advaita Vedanta.

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