10 ANNI DI RICERCHE

Lo dico senza girarci intorno, Le 48 leggi del potere scritto da Robert Greene è un libro che devi assolutamente leggere. L’autore ha impiegato dieci anni, ripeto dieci anni, per completare le ricerche necessarie per scriverlo, Ha studiato, più o meno, 3000 anni di storia, cercando di capire le leggi che regolano il potere nelle relazioni umane e poi ha condiviso tutto quello che ha imparato condensato in un libro.

Per spiegare le regole Robert Greene usa sempre almeno due esempi storici, uno per la trasgressione della legge, e un altro per spiegare l’osservanza della legge.

Le 48 leggi del potere è stato accostato al Principe di Machiavelli perché è una guida per districarsi nelle complicate relazioni di potere dei nostri giorni.

Insieme a “Come Trattare Gli Altri e Farseli Amici” costituisce un guida completa per rapportarsi con le persone in modo adeguato. Uno è lo Yin, l’altro è lo Yang, uno è più diplomatico, l’altro è più cinico, insieme si completano.

Detto questo le 48 leggi del potere non è un libro che puoi leggere una sola volta, ma è un libro a cui dovrai ritornare per tutta la vita, perché ogni volta imparerai qualcosa di nuovo. La prima legge è mai oscurare il capo, se fossi stato al corrente di questa legge qualche anno fa, avrei evitato tanti problemi.

MAI OSCURARE IL CAPO

“Comportatevi sempre in modo che il vostro capo si senta superiore a chi lo circonda. Per compiacerlo e far su di lui buona impressione, non dovete eccedere nel mostrare capacità e talento. In questo modo rischiate di ottenere il contrario: ispirare timore e insicurezza. Fate sì che i superiori appaiano più brillanti di quanto sono in realtà e raggiungerete il potere.” Passaggio tratto dal libro Le 48 Leggi Del Potere Di Robert Greene.

In questo caso per spiegare la trasgressione della legge Robert Greene prende spunto dalla storia francese, ovvero da Luigi 14 e dal suo rapporto con Nicolas Fouquet, il suo sovraintendente alle finanze.

Nicolas Fouquet, per fare una buona impressione su Luigi 14 ed entrare nelle sue grazie, decise di costruire un castello imponente chiamato Vaux-le-vicomte. Per inaugurare il castello e dimostrare il suo buon gusto e le sue conoscenze fece un ricevimento maestoso in onore di Luigi 14, sperando di essere notato dal re. Il ricevimento fece solamente infuriare Luigi 14 perché gli invitati prestarono maggiore attenzione a Fouquet che al re in persona.

Involontariamente Fouquet oscurò il proprio capo facendolo sentire insicuro. Infatti, poco dopo venne arrestato con l’accusa di aver rubato un’enorme quantità di denaro dalle casse reali e condannato a passare il resto della sua vita in prigione. Le accuse mosse verso di lui da Luigi 14 erano false ovviamente, ma è questo il prezzo che Fouquet ha dovuto pagare per aver oscurato Luigi 14, il re sole.

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Invece, Galileo Galilei, rispettò questa legge, onorando i suoi mecenati, la famiglia Medici riuscendo così a risolvere i suoi costanti problemi di denaro e a ricevere un salario stabile. Infatti, dedicò la sua scoperta delle lune di Giove alla famiglia Medici il cui simbolo era proprio Giove.

Grazie a questa astuta mossa, Galileo venne nominato da Cosimo 2 filosofo e matematico di corte, e ottenne un salario stabile che gli permise di concentrarsi completamente sulle sue ricerche senza dover più preoccuparsi di come poter finanziare i suoi studi.

LA MIA ESPERIENZA CON LA PRIMA LEGGE DEL POTERE

Personalmente ho trasgredito molte volte questa legge. Ho sempre pensato che dimostrando ai miei capi tutte le mie capacità e conoscenze, mi sarei messo in mostra. Invece, ogni volta ottenevo il risultato opposto, non facevo altro che irritarli.

In particolare mi ricordo un sabato sera dove stavo preparando letteralmente venti cocktail allo stesso tempo, e a un certo punto vedo il mio manager avvicinarsi e penso che mi stia per fare un complimento, che mi stia per dire: “Saverio ottimo lavoro continua così” in realtà si avvicina per dirmi che sto versando 5 millilitri di troppo nei drink, è come se dopo aver scritto un rapporto di 400 pagine il tuo capo si lamentasse perché ti sei dimenticato una virgola.

Il mio manager si è comportato così perché inconsciamente cercavo di dimostrargli che ero più bravo di lui. E fidatevi non c’è cosa più fastidiosa, qualche tempo dopo me ne sono accorto sulla mia pelle, infatti mi è fu affidato il training di un ragazzo che cercava continuamente di correggermi in quello che facevo, e cercava di dimostrarmi che ne sapeva più di me. E ovviamente questo ragazzo ha ottenuto lo stesso risultato, che in precedenza io avevo ottenuto con il mio manager.

Da quando sono a conoscenza di questa regola, ho smesso di cercare di impressionare i miei superiori e i miei risultati sono migliorati drasticamente. Questo a dimostrazione che leggere fa tutta la differenza. Se non avessi letto questo libro, avrei continuato a fare quello che reputavo giusto, ma che in realtà non lo era.

Ora che sei al corrente di questa regola, sono sicuro che penserai a tutte le volte che ingenuamente hai cercato di impressionare il tuo capo ottenendo solamente risultati opposti.

In conclusione se non hai un buon rapporto con il tuo capo sono sicuro al 99% che stai cercando di oscurarlo. Smettila di farlo, e vedrai che il vostro rapporto migliorerà.

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